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di Antonio Calabrò

Vista da lontano

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Scienza, impresa salute: un nuovo progetto umano

“Come esseri umani ci siamo a lungo identificati con l’autodeterminazione e con l’intelligenza, che adesso sono entrambe sotto attacco. La filosofia può essere d’aiuto nel ripensare la nostra unicità” di Antonio Calabrò Scienza e tecnologia, intelligenza artificiale e relazioni strette tra salute, impresa, ricerca e radicali…

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Piano Sud 2030. Un intelligente ritorno al passato

Un singolare ma intelligente “ritorno all’indietro”, recupera dall’esperienza dell’intervento straordinario degli anni ’50 e ’60, la logica della centralizzazione del coordinamento strategico delle politiche, e l’orientamento verso interventi concentrati nel territorio, di Antonio Purpura Anche il governo Conte bis, al pari degli altri che lo hanno preceduto…

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La globalizzazione è fragile, richiede sapere e dialogo

L’economia digitale ci connette con il mondo. Le libertà di movimento e di viaggio sono valori preziosi. La globalizzazione, però, è fragile, carica di tensioni. di Antonio Calabrò “Se alzi un muro pensa a cosa lasci fuori”. La lezione di Italo Calvino, interprete tra i più…

Abbecedario siciliano
di R. Alajmo
Roberto Alajmo, scrittore, dirige il Teatro Biondo, lo Stabile di Palermo. L’ultimo romanzo, uscito con Sellerio, si intitola "Carne Mia". Ha gareggiato in alcuni fra i più prestigiosi premi letterari nazionali...
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Alfabeto parallelo
di L. Vullo
Luca Vullo è autore, regista, produttore cinematografico e teatrale con base a Londra. Con la Ondemotive Productions Ltd ha realizzato “La Voce del Corpo", una docufiction...
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Com'è bella la città
di R. Pirajno
Architetto, giornalista pubblicista, docente universitario, saggista, ambientalista, ha scritto per diverse testate di ambiente, paesaggio, storia e processi evolutivi dell’ecosistema urbano nel suo contesto...
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Contemporaneo
di D. Bigi
Daniela Bigi vive e lavora a Roma, ma da circa vent’anni trascorre molto del suo tempo in Sicilia. È docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove...
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Fooddia
di P. Inglese
Palermitano, si laurea in Scienze agrarie a Palermo e si specializza in Agricoltura tropicale e subtropicale nell’Università di Firenze, nel 1985. Oggi è ordinario di Arboricoltura generale e Coltivazioni arboree all’Università di Palermo, dove...
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Grand Tour
di S. Trovato
Romana di nascita, ma se l’è scordato subito, visto che è cresciuta tra il mare del Ragusano, la cupola del Brunelleschi e la banlieue parigina. Poi è arrivata a Palermo e si è fermata...
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I siciliani spiegati ai turisti
di A. Cavadi
Convinto che la filosofia debba uscire dai circoli specializzati, e farsi strumento di consapevolezza e di liberazione per tutti i cittadini, ha aperto a Palermo, nella “Casa dell’equità e della bellezza”, il primo studio di consulenza...
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Libri al gusto di Sicilia
di S. Piazzese
Santo Piazzese è autore dei romanzi I delitti di via Medina-Sidonia, La doppia vita di M Laurent, Il soffio della valanga, Blues di mezz'autunno, pubblicati da Sellerio e tradotti in francese, tedesco, castigliano. Ha vinto, tra gli altri, il Premio...
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Paesaggi
di G. Barbera
Giuseppe Barbera è professore di Colture arboree all’Università di Palermo. Tra i suoi libri: Tuttifrutti, Mondadori, 2007; Abbracciare gli alberi; Il Saggiatore, 2017; Conca d’oro, Sellerio, 2012...
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Punto
di G. Marrone
Gianfranco Marrone, semiologo, si occupa di tutto e di niente, basta che abbia un qualche senso umano e sociale. Docente universitario e chierico vagante, ama definirsi un dilettante per professione...
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Sicilia mon amour
di R. Cavallaro
Régine Cavallaro è una giornalista francese di origine siciliana, come indica il cognome di cui si dice molto orgogliosa. Specializzata nel viaggio, ha collaborato a numerose riviste francesi come Ulysse, M Le Monde...
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Smart City
di M. Carta
Maurizio Carta, palermitano per nascita e scelta, vive un rapporto intenso con le città, sperimentando come capirle più a fondo e come progettarle meglio. Presiede la Scuola Politecnica dell’Università di Palermo e...
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Storie di storia
di S. Savoia
Salvatore Savoia, studioso palermitano, dopo una lunga esperienza bancaria si è dedicato a ricerche sulla storia e sulla letteratura italiana, con particolare attenzione agli autori siciliani del secolo XX. Tra le sue opere più recenti...
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Vini e vitigni
di V. Donatiello
Vincenzo Donatiello, classe 1985, è Restaurant Manager e Wine Director del Ristorante Piazza Duomo di Alba, 3 stelle Michelin. Follemente innamorato del Mondo del vino, vive di tante altre passioni come...
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Vista da lontano
di A. Calabrò
Giornalista per mestiere amato e mai dimenticato, manager e organizzatore culturale per professione attuale. L’identità è sempre aperta e molteplice, ama dire Antonio Calabrò, salde radici siciliane e vita molto milanese...
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Vista da vicino
di A. Purpura
Professore ordinario di Economia applicata all’Università di Palermo, da sempre si occupa di economia del turismo, studiando gli effetti che i flussi dei visitatori hanno sul territorio...
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Abbecedario siciliano
di R. Alajmo
Roberto Alajmo, scrittore, dirige il Teatro Biondo, lo Stabile di Palermo. L’ultimo romanzo, uscito con Sellerio, si intitola "Carne Mia". Ha gareggiato in alcuni fra i più prestigiosi premi letterari nazionali...
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di L. Vullo
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di R. Pirajno
Architetto, giornalista pubblicista, docente universitario, saggista, ambientalista, ha scritto per diverse testate di ambiente, paesaggio, storia e processi evolutivi dell’ecosistema urbano nel suo contesto...
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di D. Bigi
Daniela Bigi vive e lavora a Roma, ma da circa vent’anni trascorre molto del suo tempo in Sicilia. È docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove...
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di P. Inglese
Palermitano, si laurea in Scienze agrarie a Palermo e si specializza in Agricoltura tropicale e subtropicale nell’Università di Firenze, nel 1985. Oggi è ordinario di Arboricoltura generale e Coltivazioni arboree all’Università di Palermo, dove...
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Grand Tour
di S. Trovato
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di A. Cavadi
Convinto che la filosofia debba uscire dai circoli specializzati, e farsi strumento di consapevolezza e di liberazione per tutti i cittadini, ha aperto a Palermo, nella “Casa dell’equità e della bellezza”, il primo studio di consulenza...
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Libri al gusto di Sicilia
di S. Piazzese
Santo Piazzese è autore dei romanzi I delitti di via Medina-Sidonia, La doppia vita di M Laurent, Il soffio della valanga, Blues di mezz'autunno, pubblicati da Sellerio e tradotti in francese, tedesco, castigliano. Ha vinto, tra gli altri, il Premio...
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Paesaggi
di G. Barbera
Giuseppe Barbera è professore di Colture arboree all’Università di Palermo. Tra i suoi libri: Tuttifrutti, Mondadori, 2007; Abbracciare gli alberi; Il Saggiatore, 2017; Conca d’oro, Sellerio, 2012...
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Punto
di G. Marrone
Gianfranco Marrone, semiologo, si occupa di tutto e di niente, basta che abbia un qualche senso umano e sociale. Docente universitario e chierico vagante, ama definirsi un dilettante per professione...
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Sicilia mon amour
di R. Cavallaro
Régine Cavallaro è una giornalista francese di origine siciliana, come indica il cognome di cui si dice molto orgogliosa. Specializzata nel viaggio, ha collaborato a numerose riviste francesi come Ulysse, M Le Monde...
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Smart City
di M. Carta
Maurizio Carta, palermitano per nascita e scelta, vive un rapporto intenso con le città, sperimentando come capirle più a fondo e come progettarle meglio. Presiede la Scuola Politecnica dell’Università di Palermo e...
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Storie di storia
di S. Savoia
Salvatore Savoia, studioso palermitano, dopo una lunga esperienza bancaria si è dedicato a ricerche sulla storia e sulla letteratura italiana, con particolare attenzione agli autori siciliani del secolo XX. Tra le sue opere più recenti...
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Vini e vitigni
di V. Donatiello
Vincenzo Donatiello, classe 1985, è Restaurant Manager e Wine Director del Ristorante Piazza Duomo di Alba, 3 stelle Michelin. Follemente innamorato del Mondo del vino, vive di tante altre passioni come...
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Vista da lontano
di A. Calabrò
Giornalista per mestiere amato e mai dimenticato, manager e organizzatore culturale per professione attuale. L’identità è sempre aperta e molteplice, ama dire Antonio Calabrò, salde radici siciliane e vita molto milanese...
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Vista da vicino
di A. Purpura
Professore ordinario di Economia applicata all’Università di Palermo, da sempre si occupa di economia del turismo, studiando gli effetti che i flussi dei visitatori hanno sul territorio...
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Piano Sud 2030. Un intelligente ritorno al passato 

Un singolare ma intelligente “ritorno all’indietro”, recupera dall’esperienza dell’intervento straordinario degli anni ’50 e ’60, la logica della centralizzazione del coordinamento strategico delle politiche, e l’orientamento verso interventi concentrati nel territorio, di Antonio Purpura Anche il governo Conte bis, al pari degli altri che lo hanno preceduto…

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Creatività e cultura motori di crescita 

Il dato da cui partire è 250 miliardi di euro. È il valore aggiunto della filiera culturale e creativa nel 2016 ed equivale al 16,7 per cento del Pil. La cultura italiana, insomma, produce ricchezza, lavoro, positive relazioni sociali. E con quella cultura “si mangia” (per riprendere lo slogan d’antiche polemiche) e si costruisce futuro. I 250 milioni che vengono dalle attività culturali sono il cuore di uno dei “Dieci selfie” dell’Italia migliore, secondo l’annuale Rapporto Symbola sui primati italiani: una ricostruzione del Bel Paese che, nonostante tutto, investe, innova, cresce e resiste sia alla rassegnazione che al “rancore”: ottimismo cauto, critico e consapevole, non protesta carica di “risentimento” (su cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha di recente messo giustamente in guardia gli italiani). Quei primati riguardano la bellezza, l’innovazione, la green economy, la sapienza manifatturiera della meccanica e della farmaceutica, la moda, l’industria agro-alimentare di qualità.
L’industria hi tech d’eccellenza, digital e competitiva sta al Nord. Ma proprio il Rapporto Symbola indica strade stimolanti per lo sviluppo del Sud e sottolinea lo spazio che esiste per positivi percorsi di crescita della Sicilia. In quei 250 miliardi (90 di industria culturale in senso stretto e altri 160 di ricaduta da altri settori dell’economia: la forza del design su meccanica, arredamento e automotive, per esempio) pesano le dinamiche dei musei, positive dopo le riforme avviate dal ministro della Cultura Dario Franceschini. Un record di visitatori, nel 2017: oltre cinquanta milioni. E incassi in crescita, sino a 194 milioni di euro (venti in più che nel 2016). Il primato dei visitatori è di Roma e del Lazio, naturalmente, con ventitré milioni. Seguono Napoli e la Campania, con 8,7 milioni. Firenze e la Toscana, con sette milioni. E poi i tre milioni della Sicilia (con incassi per ventitré).
Sono ancora pochi, però: meno di cinquanta persone al giorno a Palazzo Abatellis, nonostante il grande valore dell’”Annunciata” di Antonello, della Vergine del Bronzino e dello straordinario “Trionfo della morte” di ignoto pittore fiammingo, un capolavoro dell’arte europea; venticinque persone al giorno per la “Dea” di Morgantina o la “Resurrezione di Lazzaro” di Caravaggio al Museo Regionale di Messina. Si può e si deve fare molto di più, con politiche di valorizzazione di arte e ambiente e di potenziamento delle infrastrutture di trasporto e accoglienza e con il sostegno per le imprese culturali.
Il turismo sta crescendo, anche in Sicilia (lo mostra pure la risalita dei valori immobiliari a Siracusa, Ragusa, Palermo). E arte e cultura, legate a industria alimentare, artigianato artistico, prodotti di consumo di qualità, sono un traino determinante. Palermo “Capitale della Cultura” 2018 e la candidatura di Agrigento a esserlo per il 2020 sono dinamici elementi di stimolo. Su cui investire.

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La lenta marcia della Sicilia 

Cambia, la Sicilia? Ma certo. Molto lentamente, però. Forse, un po’ troppo lentamente, anche rispetto al resto d’un Mezzogiorno comunque in movimento. L’estate 2017 consegna, ancora una volta, un’immagine dell’Isola con colori molto contrastanti. Tra fasti riscoperti e vecchie e nuove povertà. Tra timidi segnali di crescita economica, nel solco d’un Paese che vede il Pil 2017 crescere dell’1,5% (più del previsto, meno che nel resto d’Europa). E ammonimenti della Svimez: il Mezzogiorno recupererà i livelli pre-crisi solo nel 2028, dieci anni dopo il resto del Paese e la Sicilia sarà tra le più lente.
C’è tutto un mondo, come sempre, tra la luce e il lutto. Conflitti e contraddizioni. Guardando da lontano e con affetto, non si può non dare ragione all’analisi, pur provocatoria, di Gaetano Savatteri nelle pagine di “Non c’è più la Sicilia d’una volta”, Laterza, la Sicilia cioè del Gattopardo, dell’irredimibilità e degli stereotipi negativi. Guardando da vicino e con indispensabile senso critico, invece, emergono fatti e dati che continuano a essere allarmanti.
Vediamo meglio. Partendo proprio dai dati Svimez: nel 2016 il Pil nazionale è cresciuto dello 0,8%, in Campania del 2,4% (ruolo trainante di industria e turismo), in Puglia dello 0,7%, in Calabria dello 0,9% e in Sicilia appena dello 0,3%. Nel 2017 le previsioni dicono che il Pil nazionale crescerà, come abbiamo visto, dell’1,5% e quello del Sud dell’1,1%, sempre con ruolo trainante della Campania. Commenta Adriano Giannola, presidente Svimez: “Tecnicamente il Sud è fuori dalla recessione ma a questa velocità rischia di ricadere nella stagnazione”.
Una sintesi acuta la fa Salvatore Butera, economista competente con sguardo storico: il Pil pro-capite siciliano è di 17mila euro, rispetto alla media nazionale di 26mila e ai 35mila euro della Lombardia, il doppio cioè che in Sicilia. C’è sempre, insomma, una radicale differenza di capacità di produrre ricchezza e di reddito. La forbice s’allarga, tenendo anche conto degli effetti dell’emigrazione di risorse intellettuali e competenze (sempre la Svimez nota che negli ultimi 15 anni il Mezzogiorno ha avuto una perdita netta di oltre 700mila persone, di cui 200mila laureati). La Sicilia perde energie. Ci sono storie interessanti di rientri e di permanenze, di nuove imprese, di dinamismo creativo, cui dare spazio e sostegno. Ma le grandi tendenze dicono d’una crescita del divario, non solo tra Nord e Sud, ma anche tra alcune aree del Sud e altre. E la Sicilia non ne esce bene.
Guardiamo altri dati e fatti. La stagione turistica, aperta dalle feste mirabolanti di Dolce&Gabbana ai primi di luglio a Palermo (450 ricchissimi ospiti da tutto il mondo, la città in straordinario lustro sui media internazionali) ha dati record di presenze. E tutto fa pensare che il fenomeno continui (ci sono significative testimonianze sull’aumento delle vendite immobiliari nei centri storici di Palermo, Siracusa, Ragusa, Scicli, Noto, come tendenza alla valorizzazione del patrimonio culturale da parte di turismo di alto livello e lunghe permanenze). Ma restano le antiche strozzature, infrastrutturali e di servizio, che rallentano il contributo positivo che il turismo può dare allo sviluppo economico.
“La ricchezza della Sicilia è stupefacente… ma l’Isola attrae un decimo dei turisti delle Baleari… le strutture ricettive in grado di ospitare turisti ad elevata capacità di spesa sono rarissime e concentrate in poche località… la crescita del settore si basa su vantaggi competitivi fragili e servirebbe invece rafforzarli e incentivare gli investimenti esteri”, sostiene Max Bergami, economista dell’università di Bologna, esperto di sviluppo territoriale. (IlSole24Ore, 20 agosto). Anche da questo punto di vista, le cose vanno meglio che non all’inizio degli anni Duemila. Ma si lavora ancora poco e male sulle risorse che già ci sono.
A novembre la Sicilia andrà a votare, per eleggere il presidente della Regione e i deputati dell’Assemblea regionale. Delle questioni economiche c’è però scarsa traccia nel dibattito pre-elettorale. Si potrebbe e dovrebbe discutere di qualità della spesa pubblica, di buon governo contro corruzione e pericoli di presenza mafiosa (Cosa Nostra è tutt’altro che scomparsa), di “crisi” o “tradimento” o “riforma” dell’Autonomia, magari intervenendo nella discussione nazionale su opportunità e limiti dei “poteri speciali”, proprio mentre la Regione Lombardia ha lanciato per l’autunno un referendum su un maggior ruolo e autonomia di risorse e poteri. Niente di tutto ciò, invece.
Nel torrido agosto s’è dibattuto molto di nomi di candidati e di alleanze, non di progetti e contenuti. Alla ripresa d’autunno, altrove, da Milano a Torino, da Bologna a Verona, i ceti dirigenti parlano d’economia e sviluppo, opere pubbliche e grandi progetti di riqualificazione urbana (aprire o no i vecchi Navigli milanesi, per ricostruire il volto di “città d’acqua”, accanto ai grattacieli hi tech delle archistar?). E in Sicilia? Continua a fare caldo…

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