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(prima pagina), Smart city

Cercasi habitat postpandemici 

Le città postpandemiche dovranno essere un fertile bricolage di luoghi che, quando serve, siano insieme case, scuole, uffici, piazze, parchi, teatri, librerie, musei, luoghi di cura, interpretando più ruoli ciclici per adattarsi alla nostra rinata umanità, meno vulnerabile. di Maurizio Carta “La tempesta – ha detto Papa…

(prima pagina), Smart city

La città ai tempi del Coronavirus 

Oggi, nell’era della pandemia climatica, abbiamo l’obbligo di ripensare radicalmente il modello di sviluppo assecondandone la sua metamorfosi verso una resilienza strutturale. Maurizio Carta In giorni infettati dal coronavirus, con i suoi effetti collaterali di infodemia, serve una riflessione di sistema per imparare dalla crisi….

Smart city

Per una nuova pedagogia urbana 

La ricchezza educativa urbana è l’esito prezioso di una positiva interazione tra città e comunità, tra spazio e società, e attraverso essa si determina la capacità di trovarsi un posto nella comunità. di Maurizio Carta Platone descriveva la città come “pascolo e nutrice della società”,…

Rubriche, Smart city

Sulla rotta della via della seta 

Un progetto in grado di creare un’armatura mediterranea est-ovest di riqualificazione delle risorse, di sviluppo dell’accessibilità, di propulsione dell’economia e di promozione delle eccellenze di Maurizio Carta La Nuova Via della Seta ha un precedente italiano nel 2007: il “Corridoio Meridiano”, pensato dal Ministero delle Infrastrutture…

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Palermo tutta arte, orto e porto 

Ragioni per essere felici, sembra un desiderio utopico, una speranza da coltivare con ostinazione quando sembra persa ogni speranza. Eppure nel presente che viviamo, talvolta incline alla retrotopia di un passato esaltato, troviamo ragioni concrete per essere felici. E Reasons to Be Cheerful è il titolo che David Byrne, leggendario leader dei Talking Heads, ha dato al suo ultimo progetto artistico e politico fatto di scritti, fotografie, musica e incontri pubblici sul tema della speranza. Come faccio io e come fa questa rivista, Byrne raccoglie storie, idee e notizie come esempi di ottimismo e fornitori di energia emulativa per altre. La Sicilia è ricca di ragioni per essere felici, e si sta riempendo di speranze. A Mazara del Vallo si tornano a coltivare le cave ma per produrre idee, energia e bellezza. A Troina le comunità di migranti, invertendo i ruoli, aiutano le persone più deboli in un centro storico che torna a rivivere. Tra Catania e Palermo fioriscono le invenzioni tecnologiche che trasformano arance in tessuti, che ci fanno muovere meglio, che fanno suonare la natura. A Favara si insegna architettura ai bambini. Nuovi compositori musicali fanno risuonare vecchi strumenti e risvegliano artigiani per aggiustarli e vecchi semi riattivano straordinari sapori e cucine che credevamo perdute. Nel Belìce nascono nuove idee di pianificazione per le città sconquassate dal terremoto e ovunque si progettano diversi modi di muoversi senza inquinare. Nelle Madonie i comuni si uniscono per servire meglio i cittadini e nelle valli i campi tornano curati da contadini sempre più digitali. E poi scuole che diventano case, biblioteche che diventano piazze e musei che diventano ludoteche. E ancora luoghi multiculturali che diventano spazi ibridi e mutanti o strade che si trasformano in servizi. Qualche settimana fa a Milano alla Fondazione Prada Byrne ci incantava raccontando così il suo progetto: “La verità è che ci sono molte cose incoraggianti che accadono ovunque nel mondo. Scoprirle mi ha dato nuova speranza e, per questo, mi piacerebbe condividerle con gli altri”.
Nella Sicilia che rinasce non possiamo più né consolarci con l’utopia irrealizzabile né giustificarci con la distopia cupa. Dobbiamo invece esercitare la “protopia”, quel processo, faticoso e testardo, in cui l’oggi è migliore di ieri, anche se spesso solo in minima misura, convinti che il meglio deve ancora venire e che “il futuro è il posto migliore” come scrive Barack Obama nel suo ultimo libro. Dobbiamo saper riconoscere i mutamenti quotidiani portati avanti da migliaia di piccoli innovatori, anche se non eclatanti né sconvolgenti, sapendo che, come una benefica esplosione di vita, prevarranno se li coltiviamo.
Cercare, raccontare, aiutare le ragioni per essere felici ci permette di sconfiggere il cieco presente della perdita di speranza. Ci permette di accogliere il futuro e il suo divenire, come risultato di un processo che possiamo cogliere anche adesso, generando un diverso presente.
La nostra responsabilità è quella di condividere le ragioni per essere felici, perché solo così tutto cambia.

Rubriche, Smart city

Ragioni per essere felici 

Ragioni per essere felici, sembra un desiderio utopico, una speranza da coltivare con ostinazione quando sembra persa ogni speranza. Eppure nel presente che viviamo, talvolta incline alla retrotopia di un passato esaltato, troviamo ragioni concrete per essere felici. E Reasons to Be Cheerful è il titolo che David Byrne, leggendario leader dei Talking Heads, ha dato al suo ultimo progetto artistico e politico fatto di scritti, fotografie, musica e incontri pubblici sul tema della speranza. Come faccio io e come fa questa rivista, Byrne raccoglie storie, idee e notizie come esempi di ottimismo e fornitori di energia emulativa per altre. La Sicilia è ricca di ragioni per essere felici, e si sta riempendo di speranze. A Mazara del Vallo si tornano a coltivare le cave ma per produrre idee, energia e bellezza. A Troina le comunità di migranti, invertendo i ruoli, aiutano le persone più deboli in un centro storico che torna a rivivere. Tra Catania e Palermo fioriscono le invenzioni tecnologiche che trasformano arance in tessuti, che ci fanno muovere meglio, che fanno suonare la natura. A Favara si insegna architettura ai bambini. Nuovi compositori musicali fanno risuonare vecchi strumenti e risvegliano artigiani per aggiustarli e vecchi semi riattivano straordinari sapori e cucine che credevamo perdute. Nel Belìce nascono nuove idee di pianificazione per le città sconquassate dal terremoto e ovunque si progettano diversi modi di muoversi senza inquinare. Nelle Madonie i comuni si uniscono per servire meglio i cittadini e nelle valli i campi tornano curati da contadini sempre più digitali. E poi scuole che diventano case, biblioteche che diventano piazze e musei che diventano ludoteche. E ancora luoghi multiculturali che diventano spazi ibridi e mutanti o strade che si trasformano in servizi. Qualche settimana fa a Milano alla Fondazione Prada Byrne ci incantava raccontando così il suo progetto: “La verità è che ci sono molte cose incoraggianti che accadono ovunque nel mondo. Scoprirle mi ha dato nuova speranza e, per questo, mi piacerebbe condividerle con gli altri”.
Nella Sicilia che rinasce non possiamo più né consolarci con l’utopia irrealizzabile né giustificarci con la distopia cupa. Dobbiamo invece esercitare la “protopia”, quel processo, faticoso e testardo, in cui l’oggi è migliore di ieri, anche se spesso solo in minima misura, convinti che il meglio deve ancora venire e che “il futuro è il posto migliore” come scrive Barack Obama nel suo ultimo libro. Dobbiamo saper riconoscere i mutamenti quotidiani portati avanti da migliaia di piccoli innovatori, anche se non eclatanti né sconvolgenti, sapendo che, come una benefica esplosione di vita, prevarranno se li coltiviamo.
Cercare, raccontare, aiutare le ragioni per essere felici ci permette di sconfiggere il cieco presente della perdita di speranza. Ci permette di accogliere il futuro e il suo divenire, come risultato di un processo che possiamo cogliere anche adesso, generando un diverso presente.
La nostra responsabilità è quella di condividere le ragioni per essere felici, perché solo così tutto cambia.

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