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Editoriali di Laura Anello

Ritorni possibili 

Almeno una volta al mese ricevo una telefonata o una mail da un siciliano “emigrato” che vuole rientrare in Sicilia. Non sono bamboccioni, ma giovani professionisti affermati che hanno voglia di spendere l’esperienza acquisita a casa propria. Stanchi di sentirsi forse un po’ disertori nella trincea che è la nostra Sicilia. Stanchi di vivere dentro metropoli avanzate ma fredde da ogni punto di vista. Forse perché anche io sono una siciliana di ritorno, chiedono a me informazioni e possibili opportunità. Io non ho mai demonizzato chi se ne va (in questo numero Domenico Dolce, la metà di Dolce & Gabbana, ci racconta la sua “fuga per la vittoria”, e l’attore Alessio Vassallo sorride dei suoi successi ottenuti andando via da Palermo) ma…

Potpourri

Una grande eredità e il coraggio di innovare 

Lino Morgante presidente della SES la società editrice della Gazzetta del Sud del cui gruppo oggi fa parte il Giornale di Sicilia racconta come si è arrivati alla grande alleanza tra i due quotidiani e che cosa significa gestire giornali d’informazione “dobbiamo affrontare la sfida del cambiamento” racconta “ma abbiamo la possibilità di essere l’espressione delle genti del sud e i garanti di un possibile rilancio del meridione”

(prima pagina), Le storie

Metodi di rinascita 

Per Umberto Totti, esperto di leadership e pensiero innovativo, è il momento di ridare valore alla competenza, all’intelligenza, all’etica e all’estetica, e cercare sempre la verità nei rapporti. Parola di caposcout. di Laura Anello Come ne usciremo? “Saremo meno disposti a vivere vite infelici, vite dimezzate. Avremo…

(prima pagina), Paesaggi

Il paesaggio perduto 

In Sicilia il consumo di suolo ha portato nell’ultimo anno alla scomparsa di altri trecento ettari di terreno. e i danni dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti. A rilanciare l’allarme è Giuseppe Barbera, professore di agraria, uno dei massimi studiosi del paesaggio storico. La sfida è…

Editoriali di Laura Anello

Il cuore della festa 

In Sicilia ti coglie sempre un po’ di sorpresa, soprattutto quando a novembre si fanno ancora i bagni al mare. Giusto il tempo di archiviare le vacanze estive, di rabbuiarsi con il ritorno dell’ora solare e di compiere il solenne rito del cambio di stagione negli armadi. Ed eccolo qui. È già Natale? Sì, ed è passato un altro anno. Ed è difficile non ammettere che, dietro la gioia delle tavole imbandite, si faccia largo un filo di malinconia, quella di ogni festa comandata e di ogni bilancio di vita. Come superarla? Ce lo suggeriscono Ficarra e Picone, protagonisti di questa copertina di Gattopardo e del nuovo film che sta per uscire nelle sale. Quando abbiamo iniziato a scrivere questo film ci siamo dati un obiettivo: provare a rimettere al centro il vero senso del Natale. Ormai associamo il Natale a Babbo Natale e non a Gesù, che è invece il vero protagonista della festa. Insomma, quest’anno torniamo a festeggiare il festeggiato». Parole semplici, di chi ha fatto della leggerezza “calviniana” un marchio di fabbrica. Parole che ci raccontano però di un bisogno collettivo di sfrondare gli orpelli e andare al cuore della festa, che la si viva in modo religioso o laico. Trovando il tempo di coltivare se stessi, le proprie passioni, i propri sogni, le proprie attese per il futuro. Dandosi la possibilità di sfogliare un album di famiglia, di andare a trovare qualcuno che non si vede da tempo, di cucinare un pietanza antica. Magari una di quelle raccontate dai venti grandi chef che in questo numero speciale ricordano il loro piatto di Natale, condito da profumi e memorie d’infanzia.

(prima pagina), Potpourri

Orgoglio e pregiudizi 

La copertina dello scorso numero di Gattopardo ha sollevato alcune proteste per l’uso “strumentale” del nudo. Dalle battaglie femministe sembra di essere passati a un neo-puritanesimo che, alla fine, toglie alle donne  la libertà conquistata con vere e importanti lotte. di Laura Anello La fotografia sulla copertina del…

Editoriali di Laura Anello

Buoni propositi 

Mese di ritorni, quello di settembre. Ai ritmi consueti, alla scuola, alle case di città. Comincia psicologicamente un nuovo anno, come sempre all’insegna dei buoni propositi d’autunno. C’è un’emozione infantile che ci pervade in questi primi giorni di pioggia, come l’attesa di una novità, come l’avvio di un nuovo ciclo di esperienze dopo la pausa estiva. Ritorni anche alla tv, con un Fiorello smagliante che si riconcede alla Rai dopo lunghi anni di assenza e che domina la nostra copertina. Ritorni alla voglia di frequentare le città, con i loro musei, le grandi mostre d’autunno, i tesori che in questo numero raccontiamo, dalla natura all’arte. Ritorni alla voglia di pensare in modo produttivo, malgrado tutto. Malgrado le incertezze politiche, le lentezze burocratiche, il familismo, la malevolenza contro chi fa (terribile affronto, per chi ha bisogno di alibi), il ripiegamento di chi non spera più che qualcosa possa cambiare. Ha sfidato tutto questo il capostipite di una dinastia di editori da cui discende anche il nostro Gattopardo: Giovanni Morgante, scomparso il mese scorso. Padre dell’amministratore delegato della Ses, Lino Morgante, era figlio di un tipografo e cominciò da stenografo alla Gazzetta del Sud, per diventarne giornalista di punta e poi entrare nella stanza dei bottoni: prima come amministratore delegato, quindi come presidente della società. Un homo novus, avrebbero detto i latini, uno che non ha avuto paura di pensare in grande. A lui dedichiamo questo numero. Perché, per dirla con il pastore protestante Ben Hebster, “il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare”

Editoriali di Laura Anello

Un omaggio al maestro 

Mentre preparavamo questo numero tutto dedicato al mare (mare da salvare, mare da scoprire, mare da vivere, mare da meditare) è arrivata la notizia della morte di Andrea Camilleri, lo scrittore che negli ultimi venti anni ha forgiato l’immaginario sulla Sicilia in Italia e all’estero come nessun altro, colui che – per dirla con l’autore di un commento su Facebook pescato al volo – “ha fatto molto di più di quindici presidenti della Regione messi insieme”. Un paragone che probabilmente Camilleri avrebbe commentato con una battuta caustica, lui che con la politica e con le follie della burocrazia (leggere per tutti La concessione del telefono, secondo me il suo vero capolavoro) non è mai stato tenero, né per voce sua né per quella del suo alter ego, Salvo Montalbano. Certo è che nessuno come lui, tradotto in oltre trenta Paesi e visto grazie alla fiction in quasi cento, è stato un ambasciatore della Sicilia. E per capirlo basta guardare la cartina dei luoghi del mondo (qui sopra, in rosso) dove il commissario-Zingaretti è arrivato: quasi tutto il pianeta. Quale operazione di marketing avrebbe potuto innescare un processo di queste dimensioni? Fatto è che, in questo numero sul mare, per ricordare Camilleri non potevamo non andare a vedere dal vero il mare in cui il suo commissario nuota, ora con placide ora con furiose bracciate, a seconda dell’umore del momento. Ci siamo ritrovati nella villetta di Punta Secca (la casa di Montalbano) insieme con i suoi proprietari, tra ricordi di una vita e affittuari ancora bagnati, per scoprire una storia straordinaria, sospesa tra realtà e finzione. Con il busto di Camilleri a guardarci, forse divertito.

Editoriali di Laura Anello

Nuove occasioni per crescere 

Venticinque anni fa conquistò tutti con la sua faccia mezza araba e mezzo spagnola da siciliano verace, frutto di quella fucina di talenti che è stata ed è l’Accademia dell’Istituto nazionale del dramma antico. Lì, spettatore seduto in quella cava di pietre millenarie, fu folgorato bambino dal fuoco del teatro come tanti suoi colleghi. Adesso Enrico Lo Verso, dopo ruoli impegnati e autoriali, volteggia da concorrente sulla pista di Ballando con le stelle in prima serata su Raiuno, battibeccando con una giuria con lui non sempre clemente (chissà se sarà salvo anche nella prossima puntata, mentre andiamo in stampa). “Non bisogna avere paura di mettersi in gioco”, ci racconta. E pazienza per chi storce il naso nel vedere l’attore di Gianni Amelio (Il ladro di bambini, Lamerica) inguainato in completi scintillanti ad affrontare charleston e cha cha cha, senza paura di mostrare le sue debolezze. “Il segreto della vita? Divertirsi, sempre”. E impegnarsi. “In generale ogni nuova cosa che faccio la vedo come un’occasione di vita, un accrescimento”. Un bel testimonial di una Sicilia che non ha paura di sperimentare e mettersi in gioco. La Sicilia sorprendente e coraggiosa che troverete in queste pagine.

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