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di Regine Cavallaro

Sicilia mon amour

Sicilia mon amour

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Rubriche, Sicilia mon Amour

Capo Gallo, tesoro dimenticato

Cerchiamo sempre la fortuna all’esterno, mentre la vera ricchezza l’abbiamo all’interno di noi stessi. Ebbene, un tale scrigno del tesoro, Palermo ce l’ha, e non sembra accorgersene…

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Le Terme dimenticate

La Sicilia, destinazione termale, chi l’avrebbe mai detto? Eppure esistono una ventina di terme sparse in vari punti dell’Isola, da Sciacca ad Acireale, da Trapani a Messina, da Catania a Castellamare del Golfo passando da Termini Imerese e Alcamo, senza dimenticare Vulcano e Pantelleria

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L’antico richiamo delle grotte

La necropoli di Pantalica è il perfetto esempio della Sicilia fuori dai sentieri battuti. Inserito, insieme a Siracusa, nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco nel 2005 per l’alto valore archeologico, il sito, però, non sembra attrarre i turisti, locali o internazionali, che si meriterebbe

Abbecedario siciliano
di R. Alajmo
Roberto Alajmo, scrittore, dirige il Teatro Biondo, lo Stabile di Palermo. L’ultimo romanzo, uscito con Sellerio, si intitola "Carne Mia". Ha gareggiato in alcuni fra i più prestigiosi premi letterari nazionali...
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Alfabeto parallelo
di L. Vullo
Luca Vullo è autore, regista, produttore cinematografico e teatrale con base a Londra. Con la Ondemotive Productions Ltd ha realizzato “La Voce del Corpo", una docufiction...
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Com'è bella la città
di R. Pirajno
Architetto, giornalista pubblicista, docente universitario, saggista, ambientalista, ha scritto per diverse testate di ambiente, paesaggio, storia e processi evolutivi dell’ecosistema urbano nel suo contesto...
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Contemporaneo
di D. Bigi
Daniela Bigi vive e lavora a Roma, ma da circa vent’anni trascorre molto del suo tempo in Sicilia. È docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove...
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Cucina e politica
di G. Marrone
Gianfranco Marrone, semiologo, si occupa di tutto e di niente, basta che abbia un qualche senso umano e sociale. Docente universitario e chierico vagante, ama definirsi un dilettante per professione...
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Fooddia
di P. Inglese
Palermitano, si laurea in Scienze agrarie a Palermo e si specializza in Agricoltura tropicale e subtropicale nell’Università di Firenze, nel 1985. Oggi è ordinario di Arboricoltura generale e Coltivazioni arboree all’Università di Palermo, dove...
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Grand Tour
di S. Trovato
Romana di nascita, ma se l’è scordato subito, visto che è cresciuta tra il mare del Ragusano, la cupola del Brunelleschi e la banlieue parigina. Poi è arrivata a Palermo e si è fermata...
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I siciliani spiegati ai turisti
di A. Cavadi
Convinto che la filosofia debba uscire dai circoli specializzati, e farsi strumento di consapevolezza e di liberazione per tutti i cittadini, ha aperto a Palermo, nella “Casa dell’equità e della bellezza”, il primo studio di consulenza...
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Libri al gusto di Sicilia
di S. Piazzese
Santo Piazzese è autore dei romanzi I delitti di via Medina-Sidonia, La doppia vita di M Laurent, Il soffio della valanga, Blues di mezz'autunno, pubblicati da Sellerio e tradotti in francese, tedesco, castigliano. Ha vinto, tra gli altri, il Premio...
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Paesaggi
di G. Barbera
Giuseppe Barbera è professore di Colture arboree all’Università di Palermo. Tra i suoi libri: Tuttifrutti, Mondadori, 2007; Abbracciare gli alberi; Il Saggiatore, 2017; Conca d’oro, Sellerio, 2012...
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Sicilia mon amour
di R. Cavallaro
Régine Cavallaro è una giornalista francese di origine siciliana, come indica il cognome di cui si dice molto orgogliosa. Specializzata nel viaggio, ha collaborato a numerose riviste francesi come Ulysse, M Le Monde...
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Smart City
di M. Carta
Maurizio Carta, palermitano per nascita e scelta, vive un rapporto intenso con le città, sperimentando come capirle più a fondo e come progettarle meglio. Presiede la Scuola Politecnica dell’Università di Palermo e...
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Storie di storia
di S. Savoia
Salvatore Savoia, studioso palermitano, dopo una lunga esperienza bancaria si è dedicato a ricerche sulla storia e sulla letteratura italiana, con particolare attenzione agli autori siciliani del secolo XX. Tra le sue opere più recenti...
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Vini e vitigni
di V. Donatiello
Vincenzo Donatiello, classe 1985, è Restaurant Manager e Wine Director del Ristorante Piazza Duomo di Alba, 3 stelle Michelin. Follemente innamorato del Mondo del vino, vive di tante altre passioni come...
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Vista da lontano
di A. Calabrò
Giornalista per mestiere amato e mai dimenticato, manager e organizzatore culturale per professione attuale. L’identità è sempre aperta e molteplice, ama dire Antonio Calabrò, salde radici siciliane e vita molto milanese...
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Vista da vicino
di A. Purpura
Professore ordinario di Economia applicata all’Università di Palermo, da sempre si occupa di economia del turismo, studiando gli effetti che i flussi dei visitatori hanno sul territorio...
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Abbecedario siciliano
di R. Alajmo
Roberto Alajmo, scrittore, dirige il Teatro Biondo, lo Stabile di Palermo. L’ultimo romanzo, uscito con Sellerio, si intitola "Carne Mia". Ha gareggiato in alcuni fra i più prestigiosi premi letterari nazionali...
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Alfabeto parallelo
di L. Vullo
Luca Vullo è autore, regista, produttore cinematografico e teatrale con base a Londra. Con la Ondemotive Productions Ltd ha realizzato “La Voce del Corpo", una docufiction...
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Com'è bella la città
di R. Pirajno
Architetto, giornalista pubblicista, docente universitario, saggista, ambientalista, ha scritto per diverse testate di ambiente, paesaggio, storia e processi evolutivi dell’ecosistema urbano nel suo contesto...
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Contemporaneo
di D. Bigi
Daniela Bigi vive e lavora a Roma, ma da circa vent’anni trascorre molto del suo tempo in Sicilia. È docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove...
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Cucina e politica
di G. Marrone
Gianfranco Marrone, semiologo, si occupa di tutto e di niente, basta che abbia un qualche senso umano e sociale. Docente universitario e chierico vagante, ama definirsi un dilettante per professione...
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Fooddia
di P. Inglese
Palermitano, si laurea in Scienze agrarie a Palermo e si specializza in Agricoltura tropicale e subtropicale nell’Università di Firenze, nel 1985. Oggi è ordinario di Arboricoltura generale e Coltivazioni arboree all’Università di Palermo, dove...
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Grand Tour
di S. Trovato
Romana di nascita, ma se l’è scordato subito, visto che è cresciuta tra il mare del Ragusano, la cupola del Brunelleschi e la banlieue parigina. Poi è arrivata a Palermo e si è fermata...
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I siciliani spiegati ai turisti
di A. Cavadi
Convinto che la filosofia debba uscire dai circoli specializzati, e farsi strumento di consapevolezza e di liberazione per tutti i cittadini, ha aperto a Palermo, nella “Casa dell’equità e della bellezza”, il primo studio di consulenza...
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Libri al gusto di Sicilia
di S. Piazzese
Santo Piazzese è autore dei romanzi I delitti di via Medina-Sidonia, La doppia vita di M Laurent, Il soffio della valanga, Blues di mezz'autunno, pubblicati da Sellerio e tradotti in francese, tedesco, castigliano. Ha vinto, tra gli altri, il Premio...
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Paesaggi
di G. Barbera
Giuseppe Barbera è professore di Colture arboree all’Università di Palermo. Tra i suoi libri: Tuttifrutti, Mondadori, 2007; Abbracciare gli alberi; Il Saggiatore, 2017; Conca d’oro, Sellerio, 2012...
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Sicilia mon amour
di R. Cavallaro
Régine Cavallaro è una giornalista francese di origine siciliana, come indica il cognome di cui si dice molto orgogliosa. Specializzata nel viaggio, ha collaborato a numerose riviste francesi come Ulysse, M Le Monde...
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Smart City
di M. Carta
Maurizio Carta, palermitano per nascita e scelta, vive un rapporto intenso con le città, sperimentando come capirle più a fondo e come progettarle meglio. Presiede la Scuola Politecnica dell’Università di Palermo e...
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Storie di storia
di S. Savoia
Salvatore Savoia, studioso palermitano, dopo una lunga esperienza bancaria si è dedicato a ricerche sulla storia e sulla letteratura italiana, con particolare attenzione agli autori siciliani del secolo XX. Tra le sue opere più recenti...
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Vini e vitigni
di V. Donatiello
Vincenzo Donatiello, classe 1985, è Restaurant Manager e Wine Director del Ristorante Piazza Duomo di Alba, 3 stelle Michelin. Follemente innamorato del Mondo del vino, vive di tante altre passioni come...
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Vista da lontano
di A. Calabrò
Giornalista per mestiere amato e mai dimenticato, manager e organizzatore culturale per professione attuale. L’identità è sempre aperta e molteplice, ama dire Antonio Calabrò, salde radici siciliane e vita molto milanese...
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Vista da vicino
di A. Purpura
Professore ordinario di Economia applicata all’Università di Palermo, da sempre si occupa di economia del turismo, studiando gli effetti che i flussi dei visitatori hanno sul territorio...
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Rubriche, Sicilia mon Amour

Le Terme dimenticate 

La Sicilia, destinazione termale, chi l’avrebbe mai detto? Eppure esistono una ventina di terme sparse in vari punti dell’Isola, da Sciacca ad Acireale, da Trapani a Messina, da Catania a Castellamare del Golfo passando da Termini Imerese e Alcamo, senza dimenticare Vulcano e Pantelleria

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Tutti i segreti del papiro 

Il museo del papiro di Siracusa è un tesoro nascosto. Eppure è un’istituzione famosissima fra i docenti e gli esperti di egittologia di mezzo mondo che accorrono a frotte per partecipare al convegno organizzato dall’Istituto internazionale del Papiro, l’ente gestore del museo creato nel 1987

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L’eredità francese 

L’arte dei monsù fu proprio di saper rielaborare la raffinatezza della cucina francese adattandola al gusto, ai sapori e ai prodotti siciliani. Ed è così che tutt’oggi ritroviamo traccia di prelibatezze d’Oltralpe in alcuni piatti tipici della gastronomia dell’isola

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L’orologio dimenticato 

L’anno scorso a Palermo, a pochi passi di via Maqueda, nella galleria commerciale di Palazzo Quaroni, è stata inaugurata una piazzetta intitolata a Francesco Procopio Cutò. Era il 24 marzo e la data non è stata scelta a caso: coincide con la Giornata europea del gelato artigianale, istituita ufficialmente dal Parlamento europeo nel 2012 e più comunemente battezzata Gelato Day. I golosi amanti del dessert glacé sapranno certamente che Procopio viene spesso considerato come il padre del gelato moderno. Ma forse non tutti sanno che il signor Procopio, nato a Palermo nel 1651 da Onofrio Cutò e Domenica Semarqua, battezzato nella chiesa di Sant’Ippolito al rione Capo ed emigrato in Francia diventò Monsieur Procope des Couteaux, fondatore del celeberrimo Procope, il più vecchio caffè di Parigi, e con molto probabilità anche del mondo.
Aperto nel 1686 e tuttora in attività, il café-restaurant Le Procope è diventato col passare dei secoli una vera e propria istituzione nella vita parigina, e addirittura francese. La sua facciata con i balconi di ferro battuto sono perfino iscritti – e protetti – sulla lista dei monumenti storici dal 1962. Situato nella rue de l’Ancienne Comédie nel sesto arrondissement, nelle vicinanze del teatro della Comédie Française, il locale grazie al savoir-faire dell’imprenditore palermitano si trasformò ben presto in un luogo di moda frequentato dagli artisti. Durante il secolo dei lumi annoverava tra i clienti abituali Voltaire, Diderot, D’Alembert, Montesquieu e Rousseau, cioè la crema della crema dell’Illuminismo Francese. Nel periodo della Rivoluzione, fu un focolaio molto attivo dove si riunivano Robespierre, Danton e Marat e dove fu lanciata la parole d’ordine per l’assalto al Palazzo delle Tuileries nel 1792. Lo frequentava anche un giovane luogotenente chiamato Bonaparte che ci lasciò in pegno il bicorno per pagare i debiti. Oggi il copricapo troneggia all’entrata del ristorante. Nell’Ottocento, Le Procope diventò un caffè letterario di prima importanza, dove s’incontravano le più grandi firme della letteratura francese, come Victor Hugo, Balzac, Musset, George Sand, Anatole France e Verlaine.
È lì che i Parigini poterono degustare il gelato per la primissima volta. Naturalmente, Francesco Procopio non ne fu l’inventore poiché si parla già di tale leccornia nella Bibbia, quando Isacco offrì ad Abramo latte di capra unendolo alla neve, oppure quando Re Salomone durante le campagne militari distribuiva alle truppe una sorta di granita fatta con succhi di frutta o miele mischiati con la neve, come ce lo racconta l’Istituto del gelato italiano. Inoltre, Seneca spiega che anche gli antichi Romani apprezzavano i “nivatae potiones” mentre si sa che gli Arabi consumavano lo sherbeth, una miscela di succhi di frutta e ghiaccio tritato, da cui deriva la parola “sorbetto”. Infatti, i gelati che serviva il geniale palermitano ai clienti parigini erano più simili a sorbetti e granite. Però fu lui che per primo commercializzò il prodotto in Francia. Sarà per esprimere l’eterna riconoscenza che si è deciso di attribuire il nome del prestigioso locale all’asteroide (16414) Le Procope?

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Il mistero di San Luigi 

L’anno scorso a Palermo, a pochi passi di via Maqueda, nella galleria commerciale di Palazzo Quaroni, è stata inaugurata una piazzetta intitolata a Francesco Procopio Cutò. Era il 24 marzo e la data non è stata scelta a caso: coincide con la Giornata europea del gelato artigianale, istituita ufficialmente dal Parlamento europeo nel 2012 e più comunemente battezzata Gelato Day. I golosi amanti del dessert glacé sapranno certamente che Procopio viene spesso considerato come il padre del gelato moderno. Ma forse non tutti sanno che il signor Procopio, nato a Palermo nel 1651 da Onofrio Cutò e Domenica Semarqua, battezzato nella chiesa di Sant’Ippolito al rione Capo ed emigrato in Francia diventò Monsieur Procope des Couteaux, fondatore del celeberrimo Procope, il più vecchio caffè di Parigi, e con molto probabilità anche del mondo.
Aperto nel 1686 e tuttora in attività, il café-restaurant Le Procope è diventato col passare dei secoli una vera e propria istituzione nella vita parigina, e addirittura francese. La sua facciata con i balconi di ferro battuto sono perfino iscritti – e protetti – sulla lista dei monumenti storici dal 1962. Situato nella rue de l’Ancienne Comédie nel sesto arrondissement, nelle vicinanze del teatro della Comédie Française, il locale grazie al savoir-faire dell’imprenditore palermitano si trasformò ben presto in un luogo di moda frequentato dagli artisti. Durante il secolo dei lumi annoverava tra i clienti abituali Voltaire, Diderot, D’Alembert, Montesquieu e Rousseau, cioè la crema della crema dell’Illuminismo Francese. Nel periodo della Rivoluzione, fu un focolaio molto attivo dove si riunivano Robespierre, Danton e Marat e dove fu lanciata la parole d’ordine per l’assalto al Palazzo delle Tuileries nel 1792. Lo frequentava anche un giovane luogotenente chiamato Bonaparte che ci lasciò in pegno il bicorno per pagare i debiti. Oggi il copricapo troneggia all’entrata del ristorante. Nell’Ottocento, Le Procope diventò un caffè letterario di prima importanza, dove s’incontravano le più grandi firme della letteratura francese, come Victor Hugo, Balzac, Musset, George Sand, Anatole France e Verlaine.
È lì che i Parigini poterono degustare il gelato per la primissima volta. Naturalmente, Francesco Procopio non ne fu l’inventore poiché si parla già di tale leccornia nella Bibbia, quando Isacco offrì ad Abramo latte di capra unendolo alla neve, oppure quando Re Salomone durante le campagne militari distribuiva alle truppe una sorta di granita fatta con succhi di frutta o miele mischiati con la neve, come ce lo racconta l’Istituto del gelato italiano. Inoltre, Seneca spiega che anche gli antichi Romani apprezzavano i “nivatae potiones” mentre si sa che gli Arabi consumavano lo sherbeth, una miscela di succhi di frutta e ghiaccio tritato, da cui deriva la parola “sorbetto”. Infatti, i gelati che serviva il geniale palermitano ai clienti parigini erano più simili a sorbetti e granite. Però fu lui che per primo commercializzò il prodotto in Francia. Sarà per esprimere l’eterna riconoscenza che si è deciso di attribuire il nome del prestigioso locale all’asteroide (16414) Le Procope?

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