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GLI EDITORIALI
di
Laura Anello

Editoriali di Laura Anello

Il futuro siamo noi 

Abbiamo vissuto l’emergenza del lockdown, poi la boccata d’aria di un’estate di libertà (a tratti sconsiderata) in cui abbiamo sentito di nuovo scorrere la vita nelle vene. Due orizzonti di segno opposto, ma entrambi chiari e definiti. Il buio e la luce. Il freno a mano e la velocità. La casa e il viaggio. Adesso quest’ottobre di ripartenza (delle scuole, degli stadi, del lavoro) somiglia a un pattinaggio su una distesa di ghiaccio scivolosa e mutevole. Bisogna stare in equilibrio, senza sapere esattamente che cosa ci riserverà il futuro, né prossimo né più lontano…

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Editoriali di Laura Anello

Un seme di speranza 

UN SEME DI SPERANZA Questa volta (ringrazio l’Editore!) la copertina di Gattopardo parla di un mio progetto. Mio si fa per dire. Perché Le Vie dei Tesori appartiene a tutti. A tutti i cittadini che ogni anno partecipano alle visite e alle attività riscoprendo pezzi della propria storia, a tutti i partner pubblici e privati che fanno a gara per candidare i loro tesori, a tutti i visitatori e i turisti che arrivano da ogni parte del mondo e scoprono una Sicilia che non si aspettano. A tutti i ragazzi che in questa occasione spalancano le porte, raccontano, riempiono di eventi i luoghi delle loro città. Qualcuno di loro, dopo, sceglie di non lasciare la Sicilia perché capisce che anche qui può esserci un futuro…

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Editoriali di Laura Anello

Ritorni possibili 

Almeno una volta al mese ricevo una telefonata o una mail da un siciliano “emigrato” che vuole rientrare in Sicilia. Non sono bamboccioni, ma giovani professionisti affermati che hanno voglia di spendere l’esperienza acquisita a casa propria. Stanchi di sentirsi forse un po’ disertori nella trincea che è la nostra Sicilia. Stanchi di vivere dentro metropoli avanzate ma fredde da ogni punto di vista. Forse perché anche io sono una siciliana di ritorno, chiedono a me informazioni e possibili opportunità. Io non ho mai demonizzato chi se ne va (in questo numero Domenico Dolce, la metà di Dolce & Gabbana, ci racconta la sua “fuga per la vittoria”, e l’attore Alessio Vassallo sorride dei suoi successi ottenuti andando via da Palermo) ma…

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Il cuore della festa 

In Sicilia ti coglie sempre un po’ di sorpresa, soprattutto quando a novembre si fanno ancora i bagni al mare. Giusto il tempo di archiviare le vacanze estive, di rabbuiarsi con il ritorno dell’ora solare e di compiere il solenne rito del cambio di stagione negli armadi. Ed eccolo qui. È già Natale? Sì, ed è passato un altro anno. Ed è difficile non ammettere che, dietro la gioia delle tavole imbandite, si faccia largo un filo di malinconia, quella di ogni festa comandata e di ogni bilancio di vita. Come superarla? Ce lo suggeriscono Ficarra e Picone, protagonisti di questa copertina di Gattopardo e del nuovo film che sta per uscire nelle sale. Quando abbiamo iniziato a scrivere questo film ci siamo dati un obiettivo: provare a rimettere al centro il vero senso del Natale. Ormai associamo il Natale a Babbo Natale e non a Gesù, che è invece il vero protagonista della festa. Insomma, quest’anno torniamo a festeggiare il festeggiato». Parole semplici, di chi ha fatto della leggerezza “calviniana” un marchio di fabbrica. Parole che ci raccontano però di un bisogno collettivo di sfrondare gli orpelli e andare al cuore della festa, che la si viva in modo religioso o laico. Trovando il tempo di coltivare se stessi, le proprie passioni, i propri sogni, le proprie attese per il futuro. Dandosi la possibilità di sfogliare un album di famiglia, di andare a trovare qualcuno che non si vede da tempo, di cucinare un pietanza antica. Magari una di quelle raccontate dai venti grandi chef che in questo numero speciale ricordano il loro piatto di Natale, condito da profumi e memorie d’infanzia.

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Buoni propositi 

Mese di ritorni, quello di settembre. Ai ritmi consueti, alla scuola, alle case di città. Comincia psicologicamente un nuovo anno, come sempre all’insegna dei buoni propositi d’autunno. C’è un’emozione infantile che ci pervade in questi primi giorni di pioggia, come l’attesa di una novità, come l’avvio di un nuovo ciclo di esperienze dopo la pausa estiva. Ritorni anche alla tv, con un Fiorello smagliante che si riconcede alla Rai dopo lunghi anni di assenza e che domina la nostra copertina. Ritorni alla voglia di frequentare le città, con i loro musei, le grandi mostre d’autunno, i tesori che in questo numero raccontiamo, dalla natura all’arte. Ritorni alla voglia di pensare in modo produttivo, malgrado tutto. Malgrado le incertezze politiche, le lentezze burocratiche, il familismo, la malevolenza contro chi fa (terribile affronto, per chi ha bisogno di alibi), il ripiegamento di chi non spera più che qualcosa possa cambiare. Ha sfidato tutto questo il capostipite di una dinastia di editori da cui discende anche il nostro Gattopardo: Giovanni Morgante, scomparso il mese scorso. Padre dell’amministratore delegato della Ses, Lino Morgante, era figlio di un tipografo e cominciò da stenografo alla Gazzetta del Sud, per diventarne giornalista di punta e poi entrare nella stanza dei bottoni: prima come amministratore delegato, quindi come presidente della società. Un homo novus, avrebbero detto i latini, uno che non ha avuto paura di pensare in grande. A lui dedichiamo questo numero. Perché, per dirla con il pastore protestante Ben Hebster, “il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare”

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Un omaggio al maestro 

Mentre preparavamo questo numero tutto dedicato al mare (mare da salvare, mare da scoprire, mare da vivere, mare da meditare) è arrivata la notizia della morte di Andrea Camilleri, lo scrittore che negli ultimi venti anni ha forgiato l’immaginario sulla Sicilia in Italia e all’estero come nessun altro, colui che – per dirla con l’autore di un commento su Facebook pescato al volo – “ha fatto molto di più di quindici presidenti della Regione messi insieme”. Un paragone che probabilmente Camilleri avrebbe commentato con una battuta caustica, lui che con la politica e con le follie della burocrazia (leggere per tutti La concessione del telefono, secondo me il suo vero capolavoro) non è mai stato tenero, né per voce sua né per quella del suo alter ego, Salvo Montalbano. Certo è che nessuno come lui, tradotto in oltre trenta Paesi e visto grazie alla fiction in quasi cento, è stato un ambasciatore della Sicilia. E per capirlo basta guardare la cartina dei luoghi del mondo (qui sopra, in rosso) dove il commissario-Zingaretti è arrivato: quasi tutto il pianeta. Quale operazione di marketing avrebbe potuto innescare un processo di queste dimensioni? Fatto è che, in questo numero sul mare, per ricordare Camilleri non potevamo non andare a vedere dal vero il mare in cui il suo commissario nuota, ora con placide ora con furiose bracciate, a seconda dell’umore del momento. Ci siamo ritrovati nella villetta di Punta Secca (la casa di Montalbano) insieme con i suoi proprietari, tra ricordi di una vita e affittuari ancora bagnati, per scoprire una storia straordinaria, sospesa tra realtà e finzione. Con il busto di Camilleri a guardarci, forse divertito.

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Felici ritorni 

È arrivata con la forza del suo carisma e della sua storia a mettere fine alle polemiche sulla poltrona più alta del Teatro Biondo, dopo il siluramento di Roberto Alajmo, che insieme con Emma Dante aveva tirato lo Stabile di Palermo fuori dal cono d’ombra e da uno spesso strato di polvere. In pochi giorni Pamela Villoresi si è guadagnata l’appellativo di ciclone. Una fucina di progetti, il sorriso sempre pronto, l’ottimismo forse ereditato da altre latitudini (il siciliano non sempre riesce a mantenerlo), la forza di navigare nel mare della vita – e del difficile mondo della cultura siciliana – con la stessa gioia con cui pagaia ogni mattina nel mare di Mondello, da canoista provetta. È lei il volto di questo Gattopardo, pieno di volti al femminile. Quello di Ada Nisticò, traghettata sul set de Il Traditore di Bellocchio, e poi sul tappeto rosso di Cannes, non appena conclusa la scuola di cinema. Quello della regista Ottavia Casagrande, nipote del mitico Raimondo Lanza di Trabia (il nobiluomo che si dice ispirò Vecchio frack di Modugno) sulla cui morte lei ancora indaga. Quello di Lola Scarpitta, figlia e nipote di grandissimi artisti – il nonno era Salvatore Cartaino Scarpitta, lo scultore di Los Angeles per cui posò senza veli anche Marlene Dietrich – che ha deciso di tornare alle radici e di trasferirsi a Palermo, storia simbolica di un flusso di ritorni e di arrivi che fa da contraltare all’esodo. E quelli delle atlete protagoniste del torneo internazionale femminile di tennis, che torna a Palermo dopo quattro anni in Malesia. Niente soldi pubblici ma la pervicace volontà del circolo Country e di un gruppo di privati. Anche questo un felice ritorno.

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Nuove occasioni per crescere 

Venticinque anni fa conquistò tutti con la sua faccia mezza araba e mezzo spagnola da siciliano verace, frutto di quella fucina di talenti che è stata ed è l’Accademia dell’Istituto nazionale del dramma antico. Lì, spettatore seduto in quella cava di pietre millenarie, fu folgorato bambino dal fuoco del teatro come tanti suoi colleghi. Adesso Enrico Lo Verso, dopo ruoli impegnati e autoriali, volteggia da concorrente sulla pista di Ballando con le stelle in prima serata su Raiuno, battibeccando con una giuria con lui non sempre clemente (chissà se sarà salvo anche nella prossima puntata, mentre andiamo in stampa). “Non bisogna avere paura di mettersi in gioco”, ci racconta. E pazienza per chi storce il naso nel vedere l’attore di Gianni Amelio (Il ladro di bambini, Lamerica) inguainato in completi scintillanti ad affrontare charleston e cha cha cha, senza paura di mostrare le sue debolezze. “Il segreto della vita? Divertirsi, sempre”. E impegnarsi. “In generale ogni nuova cosa che faccio la vedo come un’occasione di vita, un accrescimento”. Un bel testimonial di una Sicilia che non ha paura di sperimentare e mettersi in gioco. La Sicilia sorprendente e coraggiosa che troverete in queste pagine.

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Un’eredità da raccogliere 

Un mese fa, domenica 10 marzo – la stessa data fatale della battaglia delle Egadi, forse la sua più grande passione da studioso – Sebastiano Tusa se n’è andato nel lampo dei pochi istanti del disastro aereo in Etiopia. “Come un esploratore di altri tempi”, dicevano pochi giorni dopo nei suoi uffici da assessore regionale ai Beni culturali, l’incarico da tecnico che aveva assunto da un anno.

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“E se ognuno fa qualcosa…” 

Si può costruire un mondo intero dal nulla? Sì può far questo senza un soldo, senza appoggi politici, senz’altro potere che il proprio carisma, la propria visione e la propria fede? Sì, si può. Ce lo dice Biagio Conte, il missionario laico che venticinque anni fa ha fatto nascere a Palermo una realtà che oggi ospita più di mille uomini, donne e bambini – e ne aiuta all’esterno anche di più – con l’obiettivo di ridare loro un futuro. Una missione che è un piccolo modello di economia che si autogenera e si autosostiene.

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La Cina? Più vicina di quanto crediamo 

Li abbiamo conosciuti prima attraverso la loro cucina, con i ristoranti pionieristici che proponevano Involtini Primavera e Riso alla Cantonese su cui noi europei faticavamo con le bacchette. Poi hanno cominciato a popolare di lanterne rosse i primi vicoli e interi isolati, con cortesia e tenacia tutte orientali. Adesso i cinesi sono diventati una comunità radicata in Sicilia, capace di acquistare grandi attività commerciali e di offrire lavoro agli italiani

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Regaliamoci un Natale diverso 

Che cosa sono oggi le feste natalizie per la maggior parte di noi? Frenesia degli acquisti, ansia di trascorrerle bene, impegni familiari più o meno graditi, spesso malinconia e voglia di tornare ai ritmi quotidiani. Eppure la festa – come ci racconta lo chef Pino Cuttaia nella sua rubrica all’interno del nuovo inserto dedicato al food – una volta era rito, era tempo, era cura per le persone care. Auguro a tutti di trascorrerlo così – che sia religioso o che sia laico – regalandosi il privilegio di riempire di senso le proprie giornate.

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