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Editoriali di Laura Anello

Un omaggio al maestro 

Mentre preparavamo questo numero tutto dedicato al mare (mare da salvare, mare da scoprire, mare da vivere, mare da meditare) è arrivata la notizia della morte di Andrea Camilleri, lo scrittore che negli ultimi venti anni ha forgiato l’immaginario sulla Sicilia in Italia e all’estero come nessun altro, colui che – per dirla con l’autore di un commento su Facebook pescato al volo – “ha fatto molto di più di quindici presidenti della Regione messi insieme”. Un paragone che probabilmente Camilleri avrebbe commentato con una battuta caustica, lui che con la politica e con le follie della burocrazia (leggere per tutti La concessione del telefono, secondo me il suo vero capolavoro) non è mai stato tenero, né per voce sua né per quella del suo alter ego, Salvo Montalbano. Certo è che nessuno come lui, tradotto in oltre trenta Paesi e visto grazie alla fiction in quasi cento, è stato un ambasciatore della Sicilia. E per capirlo basta guardare la cartina dei luoghi del mondo (qui sopra, in rosso) dove il commissario-Zingaretti è arrivato: quasi tutto il pianeta. Quale operazione di marketing avrebbe potuto innescare un processo di queste dimensioni? Fatto è che, in questo numero sul mare, per ricordare Camilleri non potevamo non andare a vedere dal vero il mare in cui il suo commissario nuota, ora con placide ora con furiose bracciate, a seconda dell’umore del momento. Ci siamo ritrovati nella villetta di Punta Secca (la casa di Montalbano) insieme con i suoi proprietari, tra ricordi di una vita e affittuari ancora bagnati, per scoprire una storia straordinaria, sospesa tra realtà e finzione. Con il busto di Camilleri a guardarci, forse divertito.

Editoriali di Laura Anello

Felici ritorni 

È arrivata con la forza del suo carisma e della sua storia a mettere fine alle polemiche sulla poltrona più alta del Teatro Biondo, dopo il siluramento di Roberto Alajmo, che insieme con Emma Dante aveva tirato lo Stabile di Palermo fuori dal cono d’ombra e da uno spesso strato di polvere. In pochi giorni Pamela Villoresi si è guadagnata l’appellativo di ciclone. Una fucina di progetti, il sorriso sempre pronto, l’ottimismo forse ereditato da altre latitudini (il siciliano non sempre riesce a mantenerlo), la forza di navigare nel mare della vita – e del difficile mondo della cultura siciliana – con la stessa gioia con cui pagaia ogni mattina nel mare di Mondello, da canoista provetta. È lei il volto di questo Gattopardo, pieno di volti al femminile. Quello di Ada Nisticò, traghettata sul set de Il Traditore di Bellocchio, e poi sul tappeto rosso di Cannes, non appena conclusa la scuola di cinema. Quello della regista Ottavia Casagrande, nipote del mitico Raimondo Lanza di Trabia (il nobiluomo che si dice ispirò Vecchio frack di Modugno) sulla cui morte lei ancora indaga. Quello di Lola Scarpitta, figlia e nipote di grandissimi artisti – il nonno era Salvatore Cartaino Scarpitta, lo scultore di Los Angeles per cui posò senza veli anche Marlene Dietrich – che ha deciso di tornare alle radici e di trasferirsi a Palermo, storia simbolica di un flusso di ritorni e di arrivi che fa da contraltare all’esodo. E quelli delle atlete protagoniste del torneo internazionale femminile di tennis, che torna a Palermo dopo quattro anni in Malesia. Niente soldi pubblici ma la pervicace volontà del circolo Country e di un gruppo di privati. Anche questo un felice ritorno.