di Laura Anello

“Il multitasking è un grandissimo inganno. Dobbiamo tornare a lasciare alle cose e alle persone il tempo per essere”. Ce lo dice Alessandro D’Avenia, raccontando a Gattopardo che cosa significa la scuola, anche in questo tempo di pandemia.

Parole preziose per ragazzi, insegnanti, genitori alle prese con la didattica a distanza e con la crisi degli adolescenti privati di sport e di socialità. Ma in realtà parole preziose per tutti gli uomini e le donne che stanno attraversando questo tempo che finirà sui libri di Storia.

Uomini e donne che hanno l’opportunità di riflettere, come mai prima, sul fatto che il tempo accelerato, il tempo che di solito viviamo tra affanno e competizione per non perderci niente (“In realtà – dice D’Avenia – perché abbiamo paura di morire”) paradossalmente, accorcia la nostra vita: non ci fa vivere il presente, e ci proietta verso un altrove. Il futuro, invece, si costruisce con i piedi ben piantati nel “qui e ora”.

La pandemia ce lo ha rivelato come mai, regalandoci la possibilità di un tempo fecondo, più progettuale, meno operativo, meno assordato, meno disperso. Una grande opportunità, come tutte le esperienze, anche le più dure. Ecco quindi, in questo numero, le idee sul futuro di otto personalità della cultura, dell’imprenditoria, della società civile. Ecco le storie dei tanti giovani che sono rimasti in Sicilia per fare impresa (con una scheda utilissima su tutte le opportunità che ci sono per chi vuole provarci).

Ecco il racconto degli studenti universitari che – dopo essere tornati dalle famiglie – riprendono la strada verso gli atenei del Nord: sarà un addio per sempre? Torneranno? Un Gattopardo di speranza, malgrado tutto.