Stefano La Barbera laurea a Torino poi il rientro in Sicilia dove sviluppa app per il web. “le mancanze del sud – dice – sono opportunità da sfruttare”

di Valerio Strati

Lascia Palermo subito dopo la laurea triennale per specializzarsi in Ingegneria elettronica all’Università di Torino. Stefano La Barbera vive e lavora al nord per otto anni. Consolida la sua attività da professionista tra la Fiat e la Alstom ferroviaria, la società che ha costruito il treno Italo. Ma la voglia di tornare al Sud è forte e quando l’occasione arriva non la lascia passare. “Non ero stimolato dal mondo industriale – dice La Barbera – volevo sfruttare le nuove tecnologie del web in funzione del sociale. Quando la startup torinese Last minute sotto casa aveva bisogno di un responsabile tecnico per l’applicazione mi sono proposto. Così nel 2014, potendo lavorare da remoto, sono rientrato in Sicilia. Coordinavo anche il marketing digitale e la strategia di business. Abbiamo vinto centomila euro in un contest indetto da Edison Pulse per sviluppare il progetto. Prima era solo un sito web, oggi è un valido strumento che consente al consumatore di acquistare a basso costo cibo in scadenza, che altrimenti verrebbe buttato, e al venditore di eliminare le perdite dell’invenduto”.                  

Il pianeta terra ringrazia perché ci sono meno rifiuti e soprattutto meno sprechi alimentari. Anche grazie a questa idea la parlamentare Maria Chiara Gadda, che ha collaborato con la startup, ha promosso la legge per la donazione del cibo in scadenza. Dal 2016 infatti associazioni del terzo settore ed enti pubblici possono ricevere beni alimentari da devolvere ai più bisognosi. Appena la società è cresciuta hanno ceduto il marchio a un’azienda più grande, ma La Barbera non è rimasto con le mani in mano. Insieme ad alcuni professionisti ha creato Coffice, una web agency che sviluppa siti e applicazioni.

“Molti dei nostri clienti sono del Centro-Nord – aggiunge – ma dalla Sicilia gestiamo importanti aziende o consorzi vinicoli quali Donna Fugata, Sicilia Doc, e Assovini. Attualmente sono presidente del comitato Io voto fuori sede. Chiediamo che sia data la possibilità di votare a chi vive lontano dalla residenza: circa due milioni di persone tra i 18 e i 35 anni. Stiamo sollevando una questione di legittimità costituzionale. L’obiettivo è che la Corte Costituzionale si pronunci. Un pool di legali porta avanti la nostra causa. Quando sono andato via da Palermo cercavo l’efficienza e i servizi che mancavano al Sud, oggi da rimpatriato penso a ciò che posso fare per la mia terra. Le mancanze le vedo come vuoti da colmare, opportunità da sfruttare”.