di Laura Anello

Un po’ per curiosità e un po’ per la voglia di fare una mini-indagine sociologica, abbiamo chiesto a dieci protagonisti del mondo della cultura, delle professioni e dell’imprenditoria che cosa rimpiangeranno del Natale pre-Covid, adesso che ci si prepara a feste a dir poco sobrie, nelle proprie città, senza cenoni, senza veglioni, senza viaggi.

A sorpresa tutti gli intervistati raccontano il sollievo dell’essere dispensati dagli obblighi sociali, dallo shopping coatto, dalla ricerca di un’occasione con cui “sfangare” il Capodanno, dalla necessità di mostrarsi gioiosi e scintillanti a giorno e orario comandato. Un sospiro di sollievo collettivo, che quasi sovrasta il rimpianto per gli abbracci che mancano, per la libertà condizionata, per i viaggi che fanno scoprire l’altro e l’altrove.

Mi chiedo – provando il loro medesimo sentimento – se ci volesse l’apocalisse sanitaria per svegliarci. Per restituirci il senso autentico e profondo della festa e concentrarsi sulle cose che danno senso alla vita. Un regalo a una persona amata. La natura e la bellezza (e non a caso in questo numero troverete dieci itinerari in Sicilia da tenere a mente nel 2021, quando saremo liberi di uscire).

I luoghi della cultura e della musica, che sono presìdi di comunità, santuari di un rito laico. Ecco quindi in copertina il Teatro Massimo di Palermo, con il suo soprintendente. Apparentemente chiuso, come tutti gli altri luoghi di cultura, ma in realtà fabbrica viva di un diverso futuro.