Chiara buccheri studi a Pisa e Firenze. Poi il rientro per insegnare all’accademia di belle arti. “la Sicilia ti rende forte”

di Valerio Strati

Tutto fuorché la Sicilia! I genitori viaggiano continuamente per lavoro e non immaginano per la figlia un buon futuro nell’isola, così Chiara Buccheri va via da Palermo a 18 anni, seguendo il loro consiglio.

“A Pisa mi sono laureata in Filosofia – racconta – nel frattempo coltivavo il mio sogno di disegnare studiando alla Scuola internazionale di Comics di Firenze. Sin da piccola amavo il disegno ma ho provato a fare percorsi che mi allontanassero da questa strada, era difficile, forse ne avevo paura. Con il tempo, però, il desiderio di seguire questo cammino è venuto fuori preponderante. Sono stata a Berlino come studente Erasmus e poi ci sono tornata per frequentare una scuola di multimedia e un corso di animazione tridimensionale per cartoni animati. Ho vissuto in Svizzera e a Milano”.

Buccheri non può frenare la sua propensione e nel capoluogo lombardo frequenta l’Istituto europeo di Design, seguendo un corso serale per illustratori. Negli anni milanesi collabora con un architetto per elaborare modelli tridimensionali e con un suo professore per sviluppare disegni per spot televisivi. Nel 2017 torna a Palermo.

“La mia è stata una scelta sofferta – spiega Buccheri -. Sono rientrata per motivi familiari e per molto tempo mi sono sentita spaesata. Poi mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato a cercare lavoro nel settore che amavo. E ci sono riuscita. Ho conosciuto Renato Magistro, editore della casa editrice Leima, e ho collaborato con lui illustrando ben quattro libri per bambini. Ora sto lavorando al quinto”.

Buccheri ha anche le competenze e le capacità per insegnare, così conquista il corso di Letteratura e illustrazione per l’infanzia all’Accademia di Belle Arti. Una materia che insegna come elaborare un testo adatto ai più piccoli. Un corso pratico sulle caratteristiche e lo stile. “A Milano non avrei neppure immaginato di entrare all’Accademia di Brera – conclude -. Mi sembrava una cosa troppo lontana. Anche se lì è più facile lavorare e c’è un’etica del lavoro che qui manca. Sono orgogliosa di essere siciliana ma riconosco i limiti di questa terra, piena di contraddizioni. Se hai una famiglia di sani principi crescere in Sicilia ti rende forte. Le difficoltà ti formano. Vivere qui può essere un modo per abituarsi ad affrontare le realtà complesse”.