Riccardo Caravella da  Palermo a Londra, via Madrid, Parigi, Milano. Perché qualcuno ama la vita vagabonda dello steward

di Giuliana Imburgia

Perché restare sempre e solo nella stessa città quando immagini che il mondo sia un enorme parco giochi a tua disposizione? È così che la pensa Riccardo Caravella, trentatreenne palermitano, che di questa sconfinata ampiezza di vedute ha fatto una personale filosofia di vita decisamente spensierata e itinerante. Fin da piccolo è cresciuto ripetendo a se stesso il detto siciliano “cu nesce arrinesce” che sua nonna non tardava a ricordargli ogni mattina. E così, dopo una laurea in lingue nel 2010, ha deciso di fare i bagagli perché la sua vita non poteva fermarsi in Sicilia: ha vissuto a Parigi, Madrid e infine si è trasferito a Milano, dove lavorava nel retail. Poi però grazie a una buona conoscenza delle lingue – inglese, francese e spagnolo, maturata durante i sei anni in giro per il mondo – ha ricevuto un’offerta di lavoro come assistente di volo da una compagnia italiana che nel 2016 lo ha riportato a fare base a Palermo. “Lavorare di giorno volando in giro per l’Italia e poter tornare a casa la sera è stata un’esperienza fantastica – dice – ma anche una grande opportunità perché mi ha consentito di realizzare il mio desiderio e girare il mondo”.

E siccome per sentirsi a casa non bisogna per forza avere quattro mura attorno a se stessi – perché a volte “casa” è là dove ti senti bene con te stesso – questo monito è servito da spinta al giovane siciliano per lasciare quel lavoro e rivolgersi altrove per puntare più in alto fino a che, dopo vari fortunati colloqui, è diventato un elegantissimo steward con l’uniforme della British Airways.

“Non sono uno di quelli che è scappato da Palermo – dice – anzi la città ha saputo offrirmi tutto ciò che poteva, semplicemente desideravo cambiare e con questo lavoro posso vedere posti che altrimenti non avrei mai avuto occasione di visitare. Con dodici voli intercontinentali al mese e circa 900 ore di volo in un anno, questo mestiere ti insegna a essere più indipendente e a saper gestire la solitudine che non è un aspetto poi così negativo della vita”.

Ha sorvolato i cieli in un momento delicato, quello dell’emergenza Covid, in cui anche nel mondo dell’aviazione sono cambiate tante cose. “I voli per l’America, vettore più redditizio qui in Gram Bretagna, sono stati quasi tutti cancellati, e ho fatto tanti voli cargo verso la Cina per portare mascherine e prodotti ospedalieri”.

Avviata la ripresa, la vita di Riccardo è a Londra, città che definisce “contraddittoria, dalle grandi vibrazioni ma tediante al tempo stesso” ed è per questo che al primo giorno off ne approfitta per tornare in Sicilia, rilassarsi e ritrovare – come dice lui – “la mia ottimale quality life perché il mondo è un perfetto luna park ma Palermo rimane la mia realtà più sicura”.