di Simonetta Trovato

Quando atterri all’aeroporto di Keflavík a Reykjavík, ti chiedi se sei finito su Marte. L’effetto è simile: la penisola di Reykjanes può sembrare il posto più piatto, squallido e deprimente della Terra, un deserto di lava con strani crateri. Ma l’effetto devastante dura pochissimo, bisogna mettersi in marcia e calarsi in questa terra ai confini del mondo, per apprezzarla sul serio. E rendersi conto che qui il tempo ha un valore diverso, che le ore vanno per conto loro, che puoi camminare su un lago di ghiaccio e sentirti Cortéz, o tuffarti in una polla d’acqua bollente mentre fuori la temperatura è sotto zero. Questa è l’Islanda di Pietro D’Arca, che ha scelto di viverci, e per questo ha lasciato “una famiglia standard – son parole sue – con una vita inquadrata; una scrivania sicura, un lavoro in ascesa”. Pietro ha capito che gli mancava qualcosa e ha colto al volo l’opportunità offerta da un amico che lo ha segnalato come guida sui ghiacciai islandesi. E qui è rimasto.

“Per conoscere sul serio l’Islanda, consiglio di lasciare la confortevole Reykjavík e tentare il Laugavegur trail, l’unico modo per scoprire posti incredibili che non avrei mai pensato esistessero”. La prima impressione che si ha in Islanda, è che sia brulla, senza alberi. “L’arrivo è su una colata vulcanica, ma più ti addentri più spettacolare diventa. L’Islanda conta trecentomila abitanti, l’80 per cento vive a Reykjavík, il resto sulla costa sud; molte zone dell’isola sono disabitate e inospitali”. Il Laugavegur trail è un percorso di trekking che collega Landmannalaugar alla piccola foresta di Thorsmork, e termina dove nel 2010 è eruttato il vulcano Fimmvorduhals (Ricordate? La famosa nube che bloccò gli aeroporti di tutta Europa), con la sua pietra rossa sotto la neve perenne. “Sono 47 miglia e ci vogliono sei giorni per completarlo, ma è molto spettacolare e vario. A Landmannalaugar trovi le vasche termali dove puoi rilassarti prima di iniziare il percorso; che si srotola tra montagne e vallate, cascate e ghiacciai di una bellezza infinita: il riflesso della luce sui vari strati vulcanici accumulati nel tempo, regala colori incredibili. E così anche per un lago montano immenso, un deserto di cenere vulcanica circondato da montagne …”.

Bisogna essere allenati per affrontare il Laugavegur trail? “Basta un livello di fitness medio, se tornassi indietro per rifarlo, mi ritaglierei più tempo”. Di ritorno dal trekking, è bene fermarsi a Reykjavík. “è una cittadina marinara piccola, leggera, con i suoi palazzi in cemento rivestiti di lamiera per evitare danni da forti grandinate; non ha le physique du rôle della capitale”. Eppure qui si è scoperto il turismo da qualche anno, anche se la stagione dura soltanto lo spazio dell’estate. “Gli islandesi sono un popolo a parte, con abitudini particolari: non sprecano nulla. Alle loro feste è facile mangiare avanzi, appunto perché non gettano via nulla”. Consumismo, questo sconosciuto. “Non conoscono la cucina gourmet, hanno cibi poveri e semplici, ma molto saporiti. E rubacchiano ricette dall’Europa. Se volete provare qualcosa di particolare, raggiungete Ölverk, l’unica pizzeria e birrificio islandese che cucina con l’energia termale; oppure il mercato del pesce di Fiskmarkadurinn dove si mangia molto bene e in maniera caratteristica”.

Museo Marittimo
Grandagarður 8, 101 Reykjavík

A un molo esterno del Museo Marittimo di Reykjavík è ancorata la Óðinn, un’imbarcazione guardacoste che è stata la protagonista della guerra del merluzzo tra britannici e islandesi negli anni ‘70. Si sale a bordo per scoprire un pezzo di storia.

Svarta Kaffið
Laugavegur 54a

La Súpa í Brauði può essere di carne o di verdure, ma la particolarità è l’essere servita in una calda pagnotta che fa da ciotola. Siete in un minuscolo pub, Svarta Kaffið, e se è Natale provatela di renna.

Tjörnin (lo stagno)

A quanto pare bisogna chiedere di Marteinn Briem, un giovane venticinquenne appassionato di storia: soltanto con lui una city walk ha senso. Marteinn vi porterà in giro per giardini nascosti e piccoli quartieri popolati da case di inizio ‘900. Il tour è gratuito, va prenotato su http://www.citywalk.is e termina al laghetto di Tjörnin dove nidificano oltre quaranta specie diverse di uccelli.

Blàa Lònið
Nordurljosavegur 9, 240 Grindavík,

Non si può visitare Reykjavík e saltare Blàa Lònið, la laguna blu di acque termali che promette un’esperienza straordinaria. Ci si immerge in acqua sulfurea e se ne traggono benefici immediati. Ma tutta Reykjavík è popolata da piscine termali pubbliche.

Ölverk Pizza & Brewery
Breiðamörk 2 | 810 Hveragerðieland

Laufey e il suo fidanzato Elvar sono di Hveragerði, a mezz’ora di macchina da Reykjavík: volevano restare qui e costruire qualcosa. È nata così Ölverk, pizzeria con forno a legna che usa soltanto fascine di altissima qualità; la brewery artigianale spilla solo birra locale ed è alimentata da energia geotermica.