di Cecilia Schmitz

Sicilia in tour con l’Isola di Persefone

Rosario, Chiara, Simona, Daria, Alice e Irene. Sei amici. Sei guide turistiche. Di diverse parti della Sicilia. Storie, esperienze e competenze diverse, e una grande passione comune, la loro isola. Si erano conosciuti online in occasione dell’esame di abilitazione. Studiano insieme. E si rendono conto che le diversità di approccio e dei modi di pensare sono una grande risorsa. Una ricchezza. Dopo alcuni anni di intenso lavoro il lockdown li costringe a fermarsi. Decidono di rilanciare e reinventarsi: da guide singole, ognuna per sé, a rete. Fondano l’associazione L’Isola di Persefone. Mission: proporre un calendario di visite guidate alla scoperta di percorsi e luoghi insoliti oppure dei siti “tradizionali” raccontati e vissuti sotto una prospettiva diversa. Famiglie, giovani, amanti del trekking o della fotografia, appassionati di cucina e di vini. A piedi o in bicicletta. Ce n’è per tutte le esigenze. “In attesa che si risvegli il mercato ci rivolgiamo in primis ai siciliani. È arrivato il momento di renderli consapevoli della bellezza di cui siamo circondati”.

L’arcolaio delle delizie

Per darsi il nome, l’associazione operante dal 2013 a Siracusa si è ispirata all’insegnamento di Gandhi, che fece dell’arcolaio un simbolo di libertà. Il progetto è quello di creare le condizioni per dare una nuova esistenza a luoghi e persone. E invitare alla riscoperta dei mestieri tradizionali. Si occupa infatti di rieducazione e reinserimento socio-lavorativo dei detenuti attraverso la gestione di un’attività produttiva di dolci e preparati a base di mandorla all’interno del carcere. L’idea è anche di dare un contributo all’evoluzione del sistema penitenziario stesso. A questo si affianca il progetto “Frutti degli Iblei”, che prevede il recupero di terreni incolti e il coinvolgimento di persone svantaggiate, soprattutto giovani e donne immigrati. Il marchio registrato “Dolci Evasioni” e il packaging dedicato rendono i progetti concretamente sostenibili. I prodotti hanno conquistato il mercato, attraverso negozi bio, botteghe del commercio equo, GAS e sito on-line.

Il Giardino della biodiversità

Circa cento essenze differenti tipiche della macchia mediterranea. Un’ottantina di varietà di alberi da frutta e agrumi. Un numero non quantificabile di erbe spontanee edibili. Le cosiddette alimurgiche. Moltissimi ortaggi. E tanti, tanti ulivi. Per un totale di circa diecimila piantumazioni in pochi anni. Un piccolo eco-parco, contenitore di molteplici attività, un’oasi naturale dove ritrovare se stessi e la propria libertà interiore. Nasce dalla collaborazione di circa cinquanta persone, “anima + corpo + cervello” – sottolinea Mario Carbone, che ha fondato questo Giardino delle Belle alle porte di Butera, in provincia di Caltanissetta, coordinandone l’accrescimento secondo i principi della permacultura, dell’architettura del paesaggio mediterraneo, dell’agricoltura biologica e di quella naturale, secondo il pensiero del filosofo giapponese Masanobu Fukuoka.