di Claudia Cecilia Pessina

Bild – Germania
30 giugno 2020

In una difficile operazione di salvataggio, una squadra di sommozzatori ha liberato un capodoglio lungo dieci metri rimasto impigliato con la pinna caudale in una rete da pesca al largo delle coste dell’isola di Salina. I soccorritori hanno tagliato le maglie una a una con un coltello cercando di non ferire il gigante buono. Che è rimasto calmo per due ore come sapendo che lo stavano aiutando. L’animale ha potuto poi raggiungere i tre compagni che lo stavano aspettando a una certa distanza. La rete lunga 2500 metri è stata confiscata in quanto illegale. Il capitano della nave è stato individuato e ora deve pagare una multa di diverse migliaia di euro. Per inciso, la pesca illegale non è una rarità al largo delle Isole Eolie.

CNN – Stati Uniti
Katie Hunt – 22 giugno 2020

Dopo aver analizzato campioni di tefra – cenere vulcanica trovata intrappolata nel ghiaccio – e altri materiali, un gruppo internazionale di scienziati pubblica uno studio sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences, in cui si sostiene che la massiccia esplosione del vulcano Okmok sull’Isola di Umnak nella catena delle Isole Aleutine in Alaska, avvenuta più di 2000 anni fa, formando un cratere di dieci chilometri visibile ancora oggi, sia stata responsabile delle condizioni meteorologiche più estreme dell’emisfero settentrionale degli ultimi 2500 anni. Lo studio afferma che nella regione del Mediterraneo, umidità e abbassamento della temperatura in primavera e autunno potrebbero aver ridotto i raccolti e aggravato i problemi di approvvigionamento dando luogo a carestia e malattie, probabilmente inasprendo i disordini sociali e portando a riallineamenti politici in quel “momento critico della civiltà occidentale” immediatamente successivo all’accoltellamento di Cesare da parte dei senatori romani. La lotta di potere che seguì pose fine alla Repubblica romana, e condusse al governo dittatoriale dell’Impero. È noto che le catastrofi naturali creano spesso uno “stato di eccezione in cui gli affari diventano irrealizzabili e le norme politiche e culturali sono sospese, offrendo spazio per rapidi cambiamenti sociali e politici”. I ricercatori hanno anche identificato un’eruzione vulcanica più piccola e limitata nel 44 avanti Cristo sull’Etna che potrebbe aiutare a spiegare fenomeni insoliti descritti da autori come Virgilio: aloni solari, sole oscurato o la comparsa nel cielo di tre soli, che all’epoca erano interpretati come presagi.

Le Monde – Francia
Thomas Saintourens – 1-4 maggio 2020

Il ponte che non esiste

Qui si chiama semplicemente “il ponte”. Il ponte che non esiste. Tre chilometri e 300 metri tra Torre Faro, borgo di pescatori di pesce spada, e Villa San Giovanni. Circa 5 chilometri fino agli accessi stradali. Sarebbe la portata più lunga del mondo. “Il ponte” è una storia antica. Il console Lucio Cecilio Metello fece schierare un ponte di barche per portare a Roma 142 elefanti da guerra rubati ai Cartaginesi. L’idea rimase all’ordine del giorno di tutti i sovrani di un’isola passata di mano in mano. Ma mai nessuno riuscì ad appendere la Sicilia al continente. Gli abitanti della regione, qualunque sia la loro costa di origine, si dividono sempre in due tribù. Sipontisti contro nopontisti. I “pro” credono nelle abbondanti prospettive di lavoro e negli auspici di una nuova rotta commerciale “da Palermo a Berlino”. Gli “anti” castigano l’impatto ambientale e l’inutilità di un’opera faraonica quando le condizioni delle strade e delle ferrovie sono pessime. Specie in Sicilia. Negli anni 2000, tutti gli studi erano pronti e poi… niente. Pesantezza burocratica, rivalità politiche e austerità di bilancio hanno avuto la meglio sul progetto, il cui destino potrebbe essere deciso questa estate.