di Santo Piazzese

Di Viola non sapremo mai il cognome. Ma conosceremo molte cose sul suo conto. Per esempio, che fa il tifo per la Sicula Leonzio.

Lei è una romana-de-Roma, ma vive a Palermo da undici mesi. È una giornalista televisiva, coabita con un gatto, e lavora nella sede locale dell’Adi, un broadcaster internazionale. E ha una caratteristica che si rifiuta di definire un disturbo neuronale: una sinestesia cromatica che le fa percepisce un colore nelle persone. E nella musica. Sapevate che il primo accordo della Quinta di Beethoven è rosso bordeaux?

Quando Zefir, un popolarissimo cantautore palermitano di fama nazionale, viene sospettato dell’omicidio della fidanzata Romina, una bella ventenne, Viola esclude che il colpevole possa essere lui. Perché Zefir ha un colore carta da zucchero. E un carta da zucchero non può essere un assassino. La giornalista, che ha conosciuto di sfuggita sia Zefir che Romina, è ufficialmente in ferie. Ma i giornalisti, così come gli sbirri e i preti, non sono mai in ferie.

Così, un po’ perché ha incrociato sia la vittima che l’indiziato, un po’ perché nel corso dei suoi giri per Palermo si imbatte spesso nei colleghi di redazione, Viola non riesce a tenersi lontana né dai luoghi topici del fattaccio, né dai pressi dell’Adi. Inoltre, il dirimpettaio di pianerottolo della sua abitazione è Gaetano, il fratello maggiore di Zefir, tanto maggiore da avergli fatto da padre dopo la scomparsa precoce dei loro genitori. Sarà proprio questa circostanza a indirizzare casualmente la giovane giornalista sulla pista giusta: la sua casa e quella di Gaetano hanno il terrazzo in comune, e l’uomo, per garantire un minimo di reciproca riservatezza, ci ha piazzato sopra un vecchio armadio a mo’ di divisorio. Poiché le ante danno sulla parte di Viola, la ragazza non resiste alla tentazione di ispezionarlo. Così, si imbatte in una vecchia foto che avrà un ruolo chiave nella soluzione del delitto. Anzi, dei delitti, perché in corso d’opera una seconda ragazza verrà assassinata.

Il romanzo si intitola Conosci l’estate? (Sellerio ed.) e la vicenda dura dal 1° al 9 di agosto di un anno imprecisato della nostra contemporaneità. L’autrice, Simona Tanzini, romana, giornalista, ha lavorato a Palermo per Rai Sicilia fino a pochi mesi fa. E sembra conoscere Palermo e i palermitani per quel tanto da maturare il sentimento di amore-odio comune a molti di noi autoctoni. La scrittura è briosa, ma a tratti amara, come quando Viola enuncia che, con lei dentro, lo Spasimo è completamente vuoto. Pagina dopo pagina, l’autrice plasma uno dei personaggi più empatici della letteratura noir degli ultimi anni.

Gli esiti sono molto felici. Che sia nata una stella Viola?

Conosci l’estate?
Simona TanziniSellerio
Pag. 269 – 14 Euro