All’Orto Botanico di Palermo è possibile ammirare la nuova statua realizzata da Domenico Pellegrino che ha riscritto la storia di una delle icone del capoluogo siciliano

di Simonetta Trovato
foto di Pucci Scafidi

Novello dio del mare, il nuovo Genio di Palermo dialoga con i suoi simili, sparsi per vicoli, piazze e angoli di Palermo, ma si ispira anche alla modernità, al futuro di una città che si sente da sempre multiculturale. Domenico Pellegrino ha riscritto a suo modo, miscelando ed esasperando la Storia, il simbolo più iconico del capoluogo siciliano e l’ha pensato in relazione al luogo che da pochi giorni lo ospita, l’Orto Botanico, al quale è stata donato dalla Fondazione Dragotto. Il nuovo Genio siede comodamente su una roccia all’interno dell’antica serra tropicale – in linea con il “fratello” settecentesco del Marabitti che sembra osservarlo e giudicarlo da lontano -, ha i capelli intrecciati alle radici dei ficus secolari, le sue braccia sorreggono un serpente molto pop, che si nutre dal suo petto. Alle sue spalle, un bambino curioso che ricorda i puttini in stucco di Serpotta e una piccola Rosalia, coronata di rose, che gioca con un cane, simbolo di fedeltà. Che il nuovo Genio porti fortuna a Palermo in questa ripartenza, era l’augurio che correva di bocca in bocca all’inaugurazione.