di Laura Anello

Questa volta (ringrazio l’Editore!) la copertina di Gattopardo parla di un mio progetto. Mio si fa per dire. Perché Le Vie dei Tesori appartiene a tutti. A tutti i cittadini che ogni anno partecipano alle visite e alle attività riscoprendo pezzi della propria storia, a tutti i partner pubblici e privati che fanno a gara per candidare i loro tesori, a tutti i visitatori e i turisti che arrivano da ogni parte del mondo e scoprono una Sicilia che non si aspettano.

A tutti i ragazzi che in questa occasione spalancano le porte, raccontano, riempiono di eventi i luoghi delle loro città. Qualcuno di loro, dopo, sceglie di non lasciare la Sicilia perché capisce che anche qui può esserci un futuro. Un futuro tutto da inventare, ma connesso alle proprie radici. In fondo, Le Vie dei Tesori e Gattopardo condividono la stessa mission, quella di seminare speranza. Di fare rete con chi vuole costruire, con chi non si arrende, con chi fabbrica la sua storia senza aspettare la manna dall’alto.

Con chi viaggia in direzione ostinata e contraria. Sono tanti, i progetti del “fronte della resistenza” di questo numero: i porti della Sicilia che rinascono a nuova vita, con cantieri che potranno dare a Palermo il waterfront che merita; la corsa contro il Covid-19 che negli Usa vede in prima linea uno scienziato siciliano a capo del team di ricerca del vaccino Moderna, forse il più vicino al traguardo; il parco d’arte nato nel cuore del Val di Noto; la start up che promette di liberarci dall’incubo delle password da ricordare. E poi tante storie.

Non perdete quella di Vincenzo di Bartolo, navigatore che da Ustica ai primi dell’Ottocento si avventurò nell’Oceano Indiano per portare qui il pepe e spezie sconosciute. Ci insegna che il coraggio e la volontà portano lontano.