di Simonetta Trovato

Colacao bollente e churros, un concentrato di zuccheri fantastico che una vecchia señora ti serve con attenzione: sono le 19 e in ogni locale di Malaga ti offrono la “merenda”, rito alimentare vero e proprio riconosciuto in tutta l’Andalusia. Anche a Casa Aranda l’abitudine è la stessa, ma qui i churros li friggono a ripetizione: è in uno dei vicoli stretti di Malaga, anche se adesso i tavolini sono molto meno attaccati gli uni agli altri. Ma anche in questo angolo caloroso di Spagna, la gente è ritornata in strada, ha voglia di chiacchierare, camminare, magari lasciare il centro malagueño per scoprire qualche cittadina nei pressi: da Fuengirola dove si arriva con lo stesso trenino che raggiunge l’aeroporto, a Frigiliana o Antequera: casette bianche ovunque, e la Costa del Sol che si allunga fino a Marbella, la sorella snob amata dai ricchi.

Marta Perez è palermitana ma vive a Malaga da sette anni: è arrivata per completare l’Università, poi ha trovato un lavoro e Adriàn e ha deciso di restare. “Malaga è una città allegra, votata al turismo: gli spagnoli prendono di mira questa parte del Paese, un po’ come si fa da noi con il Sud Italia. Gli andalusi sono solari, divertenti, indolenti, pigri, non hanno voglia di faticare, parlano un dialetto marcato. Ma sono molto accoglienti, soprattutto nei paesini attorno Malaga, Cordoba e Granada, che puoi raggiungere in poche ore”.

Malaga è stata scoperta circa dieci anni fa da olandesi, inglesi, tedeschi. “Ci sono vere e proprie comunità di stranieri che hanno deciso di vivere in Costa del sol, le scuole sono spesso bilingue, praticamente tutti hanno comprato casa. Malaga è cresciuta in pochissimo tempo, da grossa cittadina è passata a grande città. Tutta la zona turistica del porto è stata recuperata e ora è il luogo cool della passeggiata, qui sbarcano i passeggeri delle navi da crociera che sono sempre molto attesi. Alcuni bar mettono fuori i tavolini soltanto pochi minuti prima del loro arrivo. E così anche sul Paseo Maritimo che collega le diverse spiagge”.

Quando visiti Malaga trovi la vera Andalusia, anche se ormai gli spagnoli che vivono nel centro storico sono veramente pochi. “In una settimana, puoi sul serio comprendere questa città e anche alcuni paesini attorno. Fa caldo, è bello esplorare la zona e arrivare al mare, dove l’acqua è freddissima, più da oceano che da Mediterraneo. Un’altra zona da visitare è El Palo, la loro Mondello per intenderci“. Le sardine arrostite qui saldano le differenze sociali tra i bistrot trendy e i popolari chiringuitos. Lo spagnolo ama mangiare fuori, e non solo le tapas: sono buonissime da Casa Lola, accanto alla Fundaciòn Picasso, il primo intitolato all’artista che nacque a Malaga nel 1881: dal 2003 la collezione è ospitata nel Palazzo dei Conti di Buenavista e racchiude 155 opere di Picasso donate dai suoi eredi, i nipoti Christine e Bernard Ruiz.

Da non perdere anche Las Merchanas, taverna a tema Settimana Santa. “Se decidete di passare almeno una settimana a Malaga, prenotate prima di partire un Caminito del Rey, ad Ardales, ne vale la pena: è un’escursione in una zona montagnosa, si prova l’esperienza unica di camminare su passerelle costruite su gole a oltre 100 metri d’altezza”. La storia racconta che fu re Alfonso XIII a volere un sentiero che corresse parallelo al canale che portava l’acqua dai bacini del Nord a El Chorro.

Caminito del Rey
Barriada Estación del Chorro

Un vero e proprio canyon naturale, scavato dal fiume Guadalhorce, che fino a pochi anni fa era considerato il più pericoloso di tutta la Spagna: ora invece si percorre in sicurezza e attraversa la gola dei Gaitanes, circa 700 metri di profondità. Dei 4,8 chilometri totali, 2,9 sono su passerelle sospese.

Casa Lola
Casa Calle Granada 46

Casa Lola è il regno delle tapas: all’aperitivo, si forma una coda lunghissima in attesa che si liberi un tavolo e si possano gustare i Pinchos che a quanto pare qui sono i più buoni di Malaga…

Casa Aranda
Calle Herreria del Rey

Colacao bollente e churros: qui la merenda è fissa. E i famosi dolci fritti, che si mangiano in tutta l’Adalusia, qui si accompagnano anche a cafè con leche, che dovete chiedere “sombre”.

Museo Automovilistico y de la Moda
Avenida de Sor Teresa Prat 15 Edificio de Tabacalera

Ci sono esemplari straordinari come The Monster, un “bestione” USA del 1914, alcune stupende BMW e Mercedes, molti pachidermi inglesi RR e Bentley, pochissime made in Italy. il Museo Automovilistico y de la Moda si trova in un’antica fabbrica di tabacchi.