Mauro Montalbano mi manca tantissimo la mia terra. A volte penso di ritornare ma mi preoccupa la mentalità provinciale

di Valerio Strati

Non ama definirsi un cervello in fuga perché lasciare la Sicilia non è stata una necessità ma un’opportunità presa al volo. Mauro Montalbano, palermitano di 36 anni, si trasferisce a Galveston, in Texas, per un dottorato di ricerca promosso dall’Università di Palermo. “Dopo la specialistica in Biologia molecolare e cellulare – dice Montalbano – ho vinto una borsa di studio e sono andato in America. Mi sono fermato tre anni, grazie anche all’università americana che copriva parte dei costi. Ho scoperto un ambiente stimolante e impegnativo. La dedizione e gli sforzi sono sempre appagati. Ho conseguito due dottorati: Oncobiologia in Italia e Neuroscienze in America. Successivamente un post dottorato in Tecniche di microspia e live imaging, ovvero la possibilità di osservare i neuroni mentre sono attivi e si muovono in una condizione ricreata in laboratorio. Ho collaborato con Rakez Kayed, uno dei massimi esperti in malattie neurodegenerative, come il Parkinson o l’Alzheimer”.

Presentare le proprie ricerche in conferenze internazionali, pubblicare su riviste scientifiche di alto profilo, ricevere premi per l’attività di sostegno agli studenti e ai loro progetti. Tutto questo significa credere nel proprio lavoro, accrescere continuamente le proprie competenze. Aiutare la comunità scientifica e non. Montalbano, anche se lontano, ama la propria terra e la sostiene con forza, come fosse presente. “Appena ho saputo che avevano rubato e vandalizzato una scuola di un quartiere disagiato di Palermo – spiega il ricercatore – ho pensato che potevo e dovevo fare qualcosa. Ho iniziato regalando un videoproiettore. Poi ho immaginato la possibilità di istituire una borsa di studio. Sono in contatto con la dirigente per concretizzare la mia idea. Anche se non conosco la scuola Sperone-Pertini ho pensato che quei ragazzi meritassero un supporto. Che servisse premiarli. Gratificare il loro impegno. Ritengo sia importante far crescere la loro autostima. Mi piace poter aiutare la mia terra. Mi manca tantissimo. A volte penso di ritornare ma mi preoccupa la mentalità provinciale. Qui ho grande libertà lavorativa e le possibilità che ho sono concrete. In Italia non sarebbe così. Non è una questione solo economica. Se ci fossero le condizioni sarei pronto tornare e dare il mio contributo alla crescita e al cambiamento”.