Tre ragazze e l’amore per il più naturale dei materiali, da lavorare, trasformare, reinventare. Risultato: un’eccezionale piccola falegnameria tutta al femminile, in un ambiente di solito tutto al maschile, dove si realizzano piccole opere d’arte. Assolutamente da vedere

di Claudia Pessina

Metti il legno. Metti uno scalpello. Una fresa, una sgorbia, un tornio. Una sega elettrica. Una macchina combinata, di quelle pesanti. L’ultima cosa che ti viene in mente è che a manovrare questa attrezzatura ci sia una giovane donna. E invece sì. E anche più di una. A Palermo, nel cuore del centro storico, nella galleria di piazza Sant’Anna. Una falegnameria tutta al femminile.

Tutto nasce dall’incrociarsi dei destini di Federica, l’architetto, Ramona, la specialista del tornio, e Nele, esperta in realizzazione di mobili. Animate dalla stessa passione. Il legno. E il lavoro creativo con le mani. “Ci siamo incontrate per caso, ma ora siamo una squadra affiatata. Tacitamente d’accordo su un punto fondamentale: ci piace integrare l’immaginario comune in cui il legno di norma è percepito come materiale prettamente maschile. Spiega Federica Tutino, 31 anni, palermitana, laureata in architettura, con il pallino della progettazione legata alla produzione artigianale e alla sostenibilità: “La nostra è un tipo di progettualità basata sulle forme, l’equilibrio e sul disegno. Mi piace seguire tutta la filiera della realizzazione dell’oggetto, sapere anche mettere le mani in pasta, non lavorare solo sulla carta”. Per questo, insieme all’amica Bruna Cattano, anche lei architetto, fonda Insula, laboratorio artigianale all’interno del quale si realizzano oggetti per l’arredo e la decorazione d’interni. In parallelo, insieme a un gruppo di colleghi, decide di partecipare a un bando, Funder35, ideato dalla Commissione per le Attività e i Beni culturali dell’Acri, l’Associazione delle fondazioni, rivolto alle giovani imprese culturali, aggiudicandosi un finanziamento col progetto “CrossingOver”, che nel 2016 le permette di ampliare ed arricchire di strumentazioni la falegnameria.

Precisamente accanto allo studio. Che è anche una galleria in cui sono esposte alcune delle opere che realizza, complementi d’arredo, principalmente decorazioni da parete in legno e resina con foglie e fiori all’interno. Il suo progetto personale si chiama “The erbario project” con marchio Tuti. È la natura la fonte ispiratrice primaria del procedere di Federica, che la inquadra, la cristallizza esaltandone le forme, i colori e “la bellezza assoluta”, offrendola alla contemplazione di chi ammira i suoi lavori. “Sono venuta a conoscenza di questa feconda realtà creativa e ho bussato alla loro porta. Era il 2017 – ricorda Ramona, classe 1983, laurea in Scultura a Carrara e poi specialistica in Falegnameria a Savigliano, in provincia di Cuneo -. Volevo presentare loro gli oggetti realizzati al tornio nella mia falegnameria di campagna”.

È stato amore a prima vista. Con la sua formazione professionale, la sua grinta e la sua passione per il legno, ben presto inizia una stabile collaborazione lavorativa e diventa il cuore pulsante del laboratorio di falegnameria. La sua è stata una ricerca estetica viscerale. Da sempre affascinata dalla duttilità e dalle qualità visive del legno nei confronti del quale avverte un rapporto ancestrale: “Sento un profondo rispetto verso questo materiale che con la comunicatività delle sue forme ci trasporta in una dimensione al di là del tempo e dello spazio – racconta ispirata Ramona -. Il legno, con la sua presenza, le sue fibre, il peso, la resistenza, in un processo costruttivo, diviene esplorabile. Chiede attenzione, fermezza e al tempo stesso delicatezza”.

Un rapporto, quello tra l’anima e il gesto, che, come per incanto, si riversa nella forma impressa alla materia. “Fra le mie attività, quella col tornio è quella che più mi fa stare nel momento creativo. Come una danza”. Poi, nel 2019, arriva Nele Muelling, originaria di Friburgo, Germania, laurea in Storia dell’arte e master Cabinet maker, formazione professionale per la realizzazione di arredi. Passa per caso da piazza Sant’Anna, scopre la piccola falegnameria e ne resta colpita. “A Berlino lavoravo in una grande azienda, insieme a sette uomini. Facevamo soprattutto mobili”, racconta. Poi decide di partire. Di fare esperienze e trovare una sua dimensione più personale. E, con la voglia di andare verso sud, approda in Sicilia, che conosceva dai viaggi intrapresi da ragazza con la famiglia e da cui era affascinata per la storia e la ricchezza artistica. “Sin dal primo momento, da quando metto piede nella falegnameria, percepisco tanta creatività, apertura al cambiamento, leggerezza. Insomma tanta buona energia femminile. Ma anche tanto impegno. Il risultato: un artigianato di altissimo livello”, afferma con entusiasmo Nele, che grazie a un progetto Erasmus+ ha avuto la possibilità di trasferirsi stabilmente a Palermo e iniziare a lavorare al fianco di Ramona. “La cosa bella è che di progetto in progetto impariamo tantissimo. Soprattutto l’una dall’altra”.

Ed alla falegnameria è arrivata la richiesta più intrigante: la camperizzazione di un normale furgone da trasporto. Si ritrovano insieme, a sperimentarsi fino in fondo, ogni giorno un think tank di studio sugli spazi abitativi minimi. Dopo alcune settimane il camper, al quale viene anche dato un nome “The VANesso”, una vera e propria casa su gomma in chiave “existenzminimum” era là, pronto per intraprendere il suo primo viaggio. Un viaggio a tappe alla scoperta del profondo Sud e le sue storie. Dei suoi luoghi antichi ma anche di tanti progetti innovativi. Foto e video postati sulla pagina instagram di “The VANesso” ne documentano tutte le fasi di realizzazione. Tanta pazienza, precisione, inventività per trovare la soluzione più efficace. Ma la cosa importante, sono tutte d’accordo, è instaurare una buona comunicazione, comprendersi vicendevolmente. E continuare ad aprirsi a nuove collaborazioni, con altri architetti e associazioni culturali. Vicini e lontani. Le prossima sfide: gli arredi per piazza Sant’Anna come progetto di arredo urbano. E la sedia da abbinare all’ultimo progetto interior design, Aida, il tavolo in rovere dalle forme ultraslanciate.