La forza della civiltà Mediterranea, come cardine della civiltà europea, sta nell’incrocio tra creatività e capacità manifatturiera, tra industria e commerci. Sono questi i riferimenti da non dimenticare

di Antonio Calabrò

Per uscire dalla crisi della pandemia e della drammatica recessione, vale anche la pena d’affidarsi alle pagine più sapienti dei buoni libri, alle “Lezioni americane” di Italo Calvino, là dove parla di Mercurio e Vulcano: “Mercurio la sintonia, ossia la partecipazione al mondo intorno a noi; Vulcano la concentrazione costruttiva”. Mercurio portato “alle mediazioni e alla destrezza”, ai commerci e alla scrittura. E Vulcano divinità dell’officina, del saper fare.

I miti riflettono sapienza e fondano civiltà. Ed entrambi dicono che la forza della civiltà mediterranea, come cardine della civiltà europea, sta nell’incrocio tra creatività e capacità manifatturiera, tra industria e commerci. Il Mediterraneo come mare di conflitti e confronti, diversità e dialoghi. 

Nel lavorìo per rilanciare l’Europa, nel nome di una necessaria solidarietà tra i paesi dell’euro, sono questi i riferimenti da non dimenticare. La pandemia è arrivata in una stagione di radicali fratture nelle relazioni internazionali, tra guerre commerciali (gli Usa di Trump contro la Cina, ma anche contro i paesi europei) e tentativi di ricomposizione di poteri, con un pesante attivismo di Russia e Turchia, giocato proprio nel Mediterraneo. L’Europa finora s’è mostrata politicamente debole e divisa, economicamente fragile. Eppure, proprio nel momento della ricomposizione di valori e interessi, filiere produttive e piattaforme di scambio (dopo la pandemia vivremo, produrremo, consumeremo, guarderemo a salute e sicurezza in modo diverso), è necessario che proprio la Ue si ricordi di Mercurio e Vulcano e riscriva in modo più equilibrato il suo sistema istituzionale ed economico. Non più l’austerità ideologica ma la sostenibilità ambientale e sociale, il Green Deal annunciato dalla presidente della Commissione ue Ursula von der Leyen e sostenuto proprio dai paesi mediterranei, Italia in testa.

Le nostre imprese, sia nel nord produttivo che nel Sud, sono in piena sintonia con questa tendenza. E anche la nuova Confindustria del presidente Carlo Bonomi (ex Assolombarda) ne è testimonianza. La vicepresidenza affidata a Natale Mazzuca, presidente degli industriali calabresi, si occuperà di “Mezzogiorno ed economia del mare”. Non una politica di rivendicazione territoriale, ma uno sguardo lungo sull’Europa mediterranea.