di Luca Vullo
disegno di Alessandra Micheletti

PERFETTO!

Si può fare della poesia soltanto con il proprio corpo?

In Sicilia tutto è possibile!

Il polpastrello dell’indice bacia con passione il polpastrello del pollice formando un anello – forse quello del matrimonio – mentre il medio, l’anulare e il mignolo restano aperti. La magia inizia quando la mano con il palmo rivolto verso il petto viene fatta scivolare con maestria partendo da sinistra verso destra all’altezza del diaframma.

A un occhio non autoctono potrà sembrare di vedere un musicista bizzarro che suona un violino immaginario e rimarrà ammaliato da questa immagine pittorica che evoca una musica meravigliosa. Altri potrebbero invece interpretare il gesto come macabro e segno di minaccia imminente di avere tagliato il proprio ventre in due.

In realtà si tratta semplicemente della traduzione gestuale della parola perfetto.

Non si tratta di fare un trattato di metafisica e neppure di cercare di descrivere l’idea precisa della perfezione, ma piuttosto quella di esprimere in modo completo ed esaustivo quanto eccellente sia quella persona, quel vestito, quanto buona sia ricetta tipica isolana. Lo stesso gesto può essere utilizzato inoltre per esprimere che la quantità di qualcosa oppure la dimensione di qualcos’altro sono quelle ideali. Insomma, anche in questo caso, le possibilità di utilizzo sono molteplici e se vi dovesse capitare di dover consigliare a un turista indeciso la sua prossima meta nel Mediterraneo, potrete sempre dire che la Sicilia è il posto “perfetto”.