Di carta o sullo smartphone, per itinerari invernali o estivi, verso i crateri o tra le gole: l’associazione Etna Walk ha realizzato un sistema di escursioni “fai da te” attorno al vulcano. Che ricominci l’avventura

di Giuliana Imburgia

Provate a immaginare una formula di turismo ambientale “fai da te” in cui, tramite delle semplici mappe tracciate e studiate a tavolino, ognuno di noi è in grado di avventurarsi alla scoperta di sentieri e cammini naturalistici in giro per l’Isola in totale autonomia, diventando così la guida di noi stessi.

E se qualcuno l’ha solo immaginato, qualcun altro invece l’ha fatto davvero. Si chiama My Etna Map, un progetto dell’associazione culturale Etna Walk che si prefigge come obiettivo quello di fare della Sicilia una meta escursionistica facilmente accessibile a tutti, veterani del trekking e non, aiutando il turista a comprendere la vera essenza del territorio siciliano senza la necessità della presenza di un occhio esperto.

Giuseppe Distefano, Marco Restivo, Michela Costa, Cristiano La Mantia, Luca Bonaccorsi, Marco Di Marco e Luca Milazzo sono le sei persone che, due anni fa, hanno dato vita a questa iniziativa volta a regalare, a chi sceglie di visitare la loro terra, un’esperienza di turismo autonomo e indipendente che accompagni ogni avventore a intraprendere il miglior itinerario da fare zaino in spalla, unicamente con l’ausilio dei percorsi tracciati sulle mappe cartacee oppure seguendo, passo dopo passo, le coordinate Gps fornite ai camminatori attraverso il proprio Smartphone collegato al sito di My Etna Map.

Sentieri, grotte, faggeti, crateri e paesaggi vulcanici, itinerari su e per i monti, intere vallate, altopiani e percorsi già battuti: insomma, una visione a 360 gradi su tutta l’area vulcanica dell’Etna e una selezione dei punti di maggiore interesse culturale da visitare all’interno del territorio dei venti comuni patrocinanti rientranti nella zona del Parco dell’Etna, il tutto in un’ottica di promozione e valorizzazione del patrimonio storico e ambientalistico autoctono.

“Il nostro desiderio è di rendere la Sicilia una terra libera da ostacoli e accessibile a tutti, e per questo abbiamo studiato degli itinerari e dei percorsi ad hoc fruibili sia dai turisti che dai tanti siciliani amanti delle passeggiate immerse nella natura, al fine di rendere l’escursionista il più autonomo possibile ma rimanendo sempre in totale sicurezza”, dice Giuseppe Distefano, co fondatore del progetto e presidente dell’associazione Etna Walk. “Le nostre mappe seguono una cadenza stagionale sicché, per ciascuno dei quattro periodi dell’anno, consigliamo il percorso più adatto a seconda delle condizioni climatiche della stagione di riferimento – continua – e seguendo questo ritmo ci ritroviamo a stampare, ogni tre mesi, circa trentamila copia alla volta, ossia una media di circa 120 mila mappe all’anno che provvediamo poi a distribuire gratuitamente negli aeroporti, nelle stazioni di servizio, nei vari info point urbani e nelle strutture recettive e ristorative dislocate sul territorio alle pendici dell’Etna”.

Uno spaccato dell’Etna visitabile in lungo e in largo, dall’alto in basso, grazie a una rosa di dodici itinerari già battuti e tutti in grado di lasciare letteralmente senza fiato chiunque li percorra: dal sentiero che conduce alla Grotta dei Lamponi, un tunnel di scorrimento lavico posizionato sul versante nord del vulcano, alla Grotta del Gelo considerata la regina delle cavità etnee a circa due mila metri di quota; passando poi per la suggestiva faggeta di Timparossa, fino ad arrivare alle vette dei Crateri sommitali a sud dell’Etna, dai 1.900 ai 2.500 metri di altezza, raggiungibili con le cabinovie della funivia per cominciare, una volta in cima, il trekking attorno ai coni eruttivi contornati dalla vista dal golfo di Catania, con un panorama che spazia fino alla riviera ionica con la Calabria e la maestosa Valle del Bove sullo sfondo.

“Ogni sentiero è perfettamente geolocalizzato nella versione online della mappa, a cominciare dallo start e fino allo stop, ed è corredato delle informazioni relative alla sua distanza, al dislivello da percorrere, da una piccola descrizione di quello che si potrà osservare passeggiando lungo il cammino e anche da qualche consiglio utile circa gli strumenti da portare con sé durante l’escursione, come ad esempio un caschetto per entrare nelle grotte o delle torce per illuminare la via”, dice Cristiano La Mantia.

“Per ogni itinerario inoltre abbiamo evidenziato delle attrattive e dei punti di interesse da non perdere – aggiunge – che sia una frattura eruttiva, un monte di una certa rilevanza, una cava, le salinelle o il cosiddetto ‘sciambro’, cioè quei piccoli rivoli d’acqua che si creano solo allo sciogliersi della neve”.

Oltre ad aver ricevuto il patrocinio dei venti comuni presenti sul territorio dell’Etna, i ragazzi di My Etna Map hanno instaurato una collaborazione con l’associazione Visit Sicily per la realizzazione di un altro progetto, Visit Catania, per una mappa dedicata alla città di Catania e al vulcano Etna.

“La Sicilia non è solo arte, monumenti e centro storico – conclude Di Stefano – ma crediamo fermamente che nell’immenso patrimonio artistico che questa Isola è in grado di regalare al mondo non dobbiamo dimenticare che godiamo di un panorama naturalistico e ambientalistico mozzafiato”. Tanto più adesso, quando l’emergenza Covid ha risvegliato in tutti l’esigenza di un rapporto profondo con la natura.

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