Carla Barbato ha girato tutto il mondo. ora è tornata a Palermo. “Ho fatto pace con la mia terra e ho trovato la mia dimensione”

di Valerio Strati

Dal Teatro Massimo di Palermo ai palchi di Bangkok passando per Roma. Determinata e intraprendente, Carla Barbato, 36 anni, danza in tutto il mondo spinta da una forte motivazione personale.  “Ho lasciato la Sicilia perché volevo di più – dice Barbato -. Già a 16 anni ero tra le ballerine del corpo di ballo del teatro Massimo. Dopo 15 anni di palco volevano diventassi prima ballerina invece ho scelto di partire. A Roma ho ampliato i miei studi classici diventando una danzatrice di moderna e contemporanea, nonché coreografa. Ho lavorato con tanti maestri, e ricordo fortemente Franco Miseria e Mauro Astolfi. Ma la cosa più importante è che sono riuscita a creare un mio modo personale di danzare e un metodo per insegnare. Mi era stato diagnosticato un problema alla schiena che mi avrebbe impedito di ballare. Invece di arrendermi, assistita dal fisioterapista Marco Ferrara, ho imparato come il mio corpo poteva muoversi senza che mi facessi male. Da lì in poi ho sviluppato un metodo che mi permette di percepire me stessa dieci volte meglio di prima”.

Barbato si trasferisce in Thailandia e raggiunge l’apice della sua carriera diventando la prima donna italiana a insegnare nelle più importanti scuole di Bangkok: Rumpuree World Dance Studio, Aree school of Dance Arts e Le Studio Art Of Dance. Grazie al suo talento viene nominata insegnante della Vancliffen Arts Foundation del Canada, i cui membri sono ballerini, coreografi e insegnanti che si sono distinti nel corso degli anni. Rientra in Italia e a Roma cambia di nuovo pelle: collabora con la Evilsound production, una delle più importanti società di organizzazioni di eventi di musica elettronica. Si esibisce danzando con i dj più famosi del settore.

“Ho scelto di tornare in Sicilia – continua Barbato – quando la compagnia Venti Lucenti di Firenze mi ha chiesto di fare la coreografa per un progetto tra le scuole e il Teatro Massimo. Volevo portare a Palermo tutte le cose utili che avevo imparato e l’idea di far salire sul palco bambini di aree disagiate che difficilmente l’avrebbero fatto era proprio ciò che volevo. Una serie di laboratori che terminano con una messa in scena sul palco del prestigioso teatro. E i professionisti insieme ai bambini. Abbiamo raggiunto circa trentamila spettatori. Da soli due anni vivo tra Palermo e Trapani e d’estate faccio la coreografa per il tour operator Aeroviaggi, che gestisce villaggi vacanze in tutta Italia. Bisogna andare via e poi tornare. Acquisire competenze e restituirle. Mi piace stare qui. Ho fatto pace con la mia terra e ho trovato la mia dimensione”.

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