Abbecedario perché forse il segreto sta tutto nella semplificazione, nel ridurre le presunte complessità all’eresia del buon senso. In Sicilia i problemi nascono non tanto nell’essere complicati, quanto dal credersi complicati. E questo complica le cose, anche le più semplici.

di Roberto Alajmo

Malaminnìtta

Minnitta sarebbe la vendetta. Malaminnitta è una forma ulteriore di rivalsa, che travalica il senso della vendetta, se la vendetta ha un senso. La vendetta può essere compresa, se non giustificata; può possedere una sua distorta moralità. La malaminnitta va oltre e non richiede nemmeno una motivazione strutturata, confina anzi con lo sfregio gratuito. Si fa malaminnitta del cibo che si mette nel piatto sapendo che non verrà mangiato, per poi buttarlo via. Ma soprattutto si fa malaminnitta di tutto ciò che è pubblico, per una forma di puro odio nei confronti del bene comune.

Di ogni arredo urbano si fa spesso malaminnitta con un accanimento inspiegabile alla luce della ragione. Le panchine di Palermo sono state sempre vandalizzate e sostituite da modelli ogni volta più solidi, innescando una sfida con i teppisti che quasi ogni notte si industriavano per distruggerle. Più le panchine si irrobustivano, più quelli si accanivano per una questione di principio, proprio.

Oggi le panchine a ridosso del porto turistico, alla Cala, consistono in due blocchi di granito giustapposti, dalla forma vagamente funeraria. Ma l’evoluzione della specie, almeno finora, ha resistito.

Malocarattere

Scritto così, tutto attaccato, diventa una specie di impropria forma di aggettivazione.  È un malocarattere, si dice delle persone caratterizzate da una spiccata personalità. A seconda delle connotazioni, possedere (o essere) un malocarattere non è necessariamente un disvalore. Lo si dice di chi non ammette mezzi termini e può essere solo o amato o detestato. Per molti siciliani di talento il malocarattere è, anzi, il carburante che consente di esprimersi al meglio. Subito vengono in mente i nomi di alcuni grandi scorbutici: Vincenzo Consolo, Ferdinando Scianna, Franco Maresco, Enzo Sellerio, Emma Dante, Mimmo Cuticchio, per citarne alcuni.

Il problema nasce dal fatto che sul modello di questi indiscutibili esempi, molti altri si sentono autorizzati a esercitare un malocarattere spurio, ricreato a tavolino, per nulla supportato dal talento. Si portano avanti con l’aggressività e la sregolatezza nella convinzione che il genio – prima o poi, per estenuazione – deciderà di venire a costituirsi presso di loro.