La Sicilia: un punto di riferimento

Grazie a innovazione e qualità. è l’opinione di Oscar Mazzoleni, titolare e sommelier del ristorante “Al Carroponte” di Bergamo

Raccontaci un po’ di te

“Ho frequentato la scuola alberghiera di San Pellegrino e a 14 anni mi sono appassionato alla ristorazione e in particolare a tutto ciò che ruota attorno a una bottiglia. Ho lavorato in molti posti d’elezione: Suvretta House a Saint Moritz, Casablanca a Baja Sardinia, Grand Hotel Dino a Baveno, Lucanda di Osio Sotto, Devero con Bartolini, Macelleria Motta, Porta Osio, solo per citarne alcuni. ”.

Qual è il primo vino italiano che ricordi di aver assaggiato? 

“Ho uno splendido ricordo di una degustazione con lo chardonnay di Tasca D’Almerita e quello di Planeta”.

Sicilia a tavola: un piatto da non mancare? 

“Adoro i cannoli siciliani, trovo che siano incredibili”.

Proponi vini siciliani nella tua carta dei vini? Di quali aree?

“Mi piace spaziare facendo conoscere bottiglie di ogni parte della regione: Marsala, Pantelleria, l’Etna e la zona sud orientale. Solo per citarne alcuni: Federico Graziani, Donnafugata, Planeta, Tasca D’Almerita, Firriato, Passopisciaro”.

Come abbini il Marsala? 

“Non lo abbino. Trovo che sia un eccellente vino da meditazione e che vada apprezzato con calma. Agli ospiti lo suggerisco a fine pasto”.

Per il territorio etneo è un momento d’oro. Cosa pensi a riguardo?

“Concordo. Attraverso la sua visione innovativa l’Etna si sta facendo conoscere a un pubblico sempre più vasto e credo che assisteremo a grandi cose”.

Come vedi il futuro del vino siciliano? 

“Mi aspetto un futuro radioso. Sono certo che nel breve questa terra straordinaria diventerà un punto di riferimento per l’intera ampelografia nazionale”.

Cattura

Qui c’è ancora tanto potenziale

la valorizzazione del territorio è in crescita secondo Marco Reitano chef sommelier de “La Pergola” di Roma, tre stelle Michelin

Raccontaci un po’ di te

“Ho studiato all’università di Davis in California, assaggiato più di centomila vini e sono stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti  nazionali e internazionali come miglior sommelier. A La Pergola gestisco una cantina di 75 mila bottiglie con profondità fino agli ultimi anni dell’800”.

Qual è il primo vino siciliano che ricordi di aver assaggiato?

“Il primo vino siciliano che ho assaggiato è stato il Duca Enrico 1984 Duca di Salaparuta e ne sono rimasto folgorato. ”.

Sicilia a tavola: un piatto da non mancare?

“Un panino con la milza mangiato passeggiando nelle vie della Palermo storica?.. Beh, prenderei un aereo per andarne a mangiare uno fatto bene!”

Proponi vini siciliani nella tua carta dei vini? Di quali aree?

“A La Pergola sono presenti vini delle maggiori aree produttive siciliane. ”.

Il Marsala, come lo abbini?

“Bere le Riserve storiche dell’azienda Florio rappresenta un esperienza sensoriale/culturale con pochi eguali al mondo. A me piace berlo d’estate, a metà mattinata, ad accompagnare dei ricci di mare appena pescati”.

È un momento d’oro per il territorio etneo. Cosa ne pensi a riguardo?

“Il grande lavoro di scoperta, mantenimento, valorizzazione di questo territorio e delle sue varietà autoctone ha sdoganato alcuni vecchi cliché che vedevano i vini siciliani poco adatti a certe tavole moderne”.

Come vedi il futuro del vino siciliano?

“Il territorio siciliano ha ancora tanto potenziale: per me rimane un osservato speciale, in attesa di vedere i frutti di una viticultura sempre più intelligente”.

There is still so much Potential here