“Come esseri umani ci siamo a lungo identificati con l’autodeterminazione e con l’intelligenza, che adesso sono entrambe sotto attacco. La filosofia può essere d’aiuto nel ripensare la nostra unicità”

di Antonio Calabrò

Scienza e tecnologia, intelligenza artificiale e relazioni strette tra salute, impresa, ricerca e radicali riforme del nostro modo di lavorare e di vivere. Nei tempi difficili e dolorosi che ci tocca vivere, vale la pena, comunque, riflettere sugli strumenti concettuali e tecnici con cui affrontare sia l’emergenza che le prospettive di ripresa. E in primo piano c’è quello che Luciano Floridi, filosofo tra i più ascoltati in Europa, chiama “Onlife”, sintesi tra “life”, il complesso dei valori e dei modi dell’esistenza e “on line”, la civiltà delle relazioni digitali, della “vita in rete”. Gli studi di Floridi vanno avanti da tempo. La pandemia da Coronavirus ne rilancia l’estrema attualità, sia operativa che soprattutto culturale e morale.

Floridi, infatti, insegna Etica dell’Informazione a Oxford e indaga sulle relazioni tra tecnologie digitali e trasformazioni personali e sociali, per ridefinire un vero e proprio “progetto umano” contemporaneo e ragionare di “un’etica per i robot”, per chi cioè li progetta e li usa.

In gioco ci sono il senso e il valore di scelte adatte ai tempi hi tech. In cui trovare concordanze originali tra tensioni diverse: i sistemi digitali che incidono sul controllo sociale (la sorveglianza accentuata, utile in tempi di pandemia) e le necessità della privacy, i valori della sicurezza e quelli della libertà. Una difficile composizione.

La riflessione di Floridi sta in un testo fondamentale, “Pensare l’infosfera – La filosofia come design concettuale”, di recente pubblicato da Raffaello Cortina. E si basa sulla complessità dell’algoritmo che guida l’Artificial Intelligence e sul ruolo di chi lo elabora, lo applica, lo modifica. Un pensiero carico di tensioni che riguardando le tecnologie, ma anche le implicazioni culturali e soprattutto etiche d’una caratteristica umanissima: l’intelligenza emotiva. Floridi è chiaro: “La rivoluzione digitale ha effetti sulla nostra autonomia di persone: la nostra libertà, la nostra capacità di determinare le scelte dipende sempre più dai dati. E comincia anche a essere messa in discussione la nostra eccezionalità. Come esseri umani ci siamo a lungo identificati con l’autodeterminazione e con l’intelligenza, che adesso sono entrambe sotto attacco. La filosofia può essere d’aiuto nel ripensare la nostra unicità”.