San Jose (o city of San Josè) è nel cuore della Silicon Valley, per essere precisi è al centro della Santa Clara Valley. Una città ricca.

di Simonetta Trovato

Secondo Kerouac, l’aria qui “si può baciare”. Il cielo è una coperta azzurra, e tutto sembra pulito. E leggero. Acqua, terra, i contorni sono sfrangiati, anche se il sole non è accecante, ma morbido, una carezza. San Jose (o city of San Josè) è nel cuore della Silicon Valley, per essere precisi è al centro della Santa Clara Valley; una città ricca – ha il maggior numero di milionari degli Stati Uniti, di fatto è la casa di eBay, PayPal, Acer e Samsung – dove ci si divide equamente tra bianchi, asiatici e latinos, ma si resta sempre e comunque stranieri, tra vicini di ogni colore.

“Quando l’azienda catanese per cui lavora Sergio ci propose un trasferimento temporaneo a San Jose, decidemmo insieme di tentare un’esperienza nuova – racconta Luisa Petrini, avvocato palermitano sposata con un ingegnere catanese, hanno una bimba -. Siamo arrivati sei anni fa e, dopo tre, abbiamo scelto di chiedere la green card e rimanere. Il colore del cielo, la macchia mediterranea, l’aria pulita mi hanno fatto subito sentire a casa. E io qui vivo in perenne vacanza”. Luisa ha lasciato il suo lavoro da avvocato matrimonialista per convertirsi al ruolo di mamma a tempo pieno.

“Una mamma che si organizza la vita con altro. E qui è parecchio facile”, ride lei. San Jose le scorre attorno tranquilla, tra villette basse con il giardino, strade ampie, quadrivi e centri commerciali, ma soprattutto l’enorme possibilità di fare vita all’aperto. “Per scoprire questi posti, devi rinunciare ai percorsi turistici e costruirti da sola i giri: San Jose è una metropoli con i grattacieli, molto pulita, ci si riunisce in San Pedro square, a Downtown, o si passeggia lungo il Santana Row ma per conoscere Santa Clara devi allontanarti, magari correre al mare che dista mezz’ora. O raggiungere Santa Cruz, tra foreste di sequoie e piccole vinery gioiello”.

In effetti siamo in California, facile scoprire l’atmosfera blasée e hippie accanto al cuore tecnologico. “Santa Cruz è colorata, popolata da tipi un po’ fumati, con una spiaggia ampia dove riesci a respirare”. Tra ristoranti vegani – come il Cafè Gratitude – e discipline olistiche. “E meravigliosi tacos di pesce”. Torniamo a San Jose. “Il suo punto di forza è il fusion: trovi tutto quello che vorresti provare. Vuoi un ristorante libanese? Eccolo. Un fast food etiope? Servito. Un parco naturalistico? Ce ne sono a bizzeffe”. Si gustano piatti mediterranei al Dish N Dash  o al Meso Cuisine, mentre per la cucina messicana autentica (che qui è di casa) si va da Pedro o all’Over the Border.

Allo Stanford College (l’università della California, quella di Tiger Woods) studiano i migliori ingegneri del mondo; se vai a luglio al Vasona Lake a Los Gatos potrai ascoltare rock disteso sui prati; e a fine agosto il sole accarezza le scogliere a picco di Carmel, sulla penisola di Monterey. “Un tragitto da non perdere è quello alla scoperta delle 21 missioni cattoliche, come Camino Reàl”. Gli avamposti francescani creati per evangelizzare i nativi americani, sono ancora pressoché intatti, corrono lungo 1325 chilometri da San Diego a Sonoma. Ma attorno Santa Clara (e dentro la sua università) ce ne sono diverse.

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