di Gianfranco Marrone

Le piste animali seguono itinerari imprevedibili. Seguirle è un’impresa, anche perché, mentre noi andiamo in cerca dell’animale, lui può sorprenderci alle spalle. Non necessariamente per attaccarci, ma così, per curiosità, per gusto d’imitarci, per vedere l’effetto che fa. Il dialogo con gli animali è ricco di incomprensioni, soprattutto in questi nostri strani tempi in cui i ruoli tradizionali si disgregano e si ribaltano. L’animale è divenuto l’alterità indiscussa, il mistero assoluto, oppure il familiare intimo, l’affetto degli affetti. L’uomo, dal canto suo, si comporta da bestia.

Devono aver colto qualcosa di un simile dibattito metafisico gli anonimi creativi che hanno avuto l’idea di piazzare questo cartello lungo la staccionata della spiaggia di Mondello – ma che potrebbe essere collocato un po’ dovunque lungo le nostre coste. Gli uccelletti lasciano le loro orme innocenti, analogamente le tartarughe. Gli umani sono invece poco educati: le loro tracce sono immondizia e distruzione. Bella lezione di ecologia simmetrica: ancora da impartire a quel vastaso che ha maldestramente provato a rimuovere il cartello, strappandolo ferinamente.

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