di Vincenzo Donatiello

Per Matteo Bressan del ristorante due stelle Michelin La Peca a Lonigo (VIcenza), è un territorio unico con grandi produttori.

Raccontaci un po’ di te

“Lavoro al ristorante La Peca dei fratelli Portinari dal settembre 2009. Ho scoperto la passione per il vino circa nove anni fa, prima come aiuto sommelier e poco tempo dopo come sommelier a tutti gli effetti”.

Qual è il primo vino siciliano che ricordi di aver assaggiato?

“Ricordo di esser rimasto folgorato assaggiando il Grillo Integer di De Bartoli! Ricordo di essere stato trasportato al mare al primo sorso”.

Sicilia a tavola: un piatto da non mancare?

“Un gran bel piatto di pasta alla Norma concludendo poi con un’ottima cassata”.

Proponi vini siciliani nella tua carta dei vini? Di quali aree?

“Le aree che vanno per la maggiore sono sicuramente quella dell’Etna, Marsala, Vittoria che sono poi le zone più conosciute”.

Il Marsala, come lo abbini?

“Il Marsala lo abbino spesso con qualche assaggio di fegato grasso che lo chef propone o anche come abbinamento a un dolce fatto con liquirizia e rosmarino”.

È un momento d’oro per il territorio etneo. Che cosa ne pensi a riguardo?

“Si parla spesso di terroir e lì il terroir è unico e con grandissimo potenziale. Sono felice che ci siano sempre più produttori che si stanno facendo in quattro per valorizzarlo con grandi risultati”.

Come vedi il futuro del vino siciliano?

“Se i produttori insistono a lavorare per avere qualità sono sicuro che il futuro sarà sempre più grande, basta non fare l’errore di approfittare del momento per cercare un immediato tornaconto economico. Questo porterebbe a un successo privo di futuro, come è accaduto con le varie mode del vino”.

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