di Vincenzo Donatiello

La Sicilia deve puntare alla qualità assoluta. Parola di Simona Beltrami, sommelier del ristorante Magorabin di Torino, una stella Michelin.

Raccontaci un po’ di te…

“Ho iniziato a studiare da sommelier nel 2003 all’apertura del ristorante Magorabin. Con l’arrivo del ristorante e del diploma si sono concretizzati un mio talento e la mia attitudine. Attitudine, quella da sommelier, che non ha smesso di crescere anche in altri settori. Con l’ingresso del ristorante nell’associazione Jeune Restaurateur d’Europe, nel 2008 sono stata contattata per partecipare al master Accademy del Caffè che mi ha conferito il diploma di Coffe Sommelier.  Sommelier donna del vino e del caffè: io ne ho fatto il mio lavoro per aiutare a trovare i giusti abbinamenti tra il  mondo del food e il mondo del beverage”.

Qual è il primo vino siciliano che ricordi di aver assaggiato?

“Benanti Pietramarina 2000, Etna Bianco Superiore”.

Sicilia a tavola: un piatto da non mancare?

“Non ho dubbi: cous cous alla Trapanese”.

Proponi vini siciliani nella tua carta dei vini? Di quali aree?

“Adoro le zone dell’Etna, Vittoria, Noto, Marsala e Pantelleria”.

Il Marsala, come lo abbini?

“Utilizzo soprattutto il Marsala Vergine per  il suo caratteristico bouquet di nocciole e spezie che mi aiuta a giocare molto con i piatti della cucina del Magorabin”.

È un momento d’oro per il territorio etneo. Che cosa ne pensi a riguardo?

“Il territorio etneo è ricco di microelementi, gode di un’eccellente esposizione solare e di una perenne brezza che dona al vino complessità e longevità”.

Come vedi il futuro del vino siciliano?

“Il vino siciliano sta vivendo un momento unico e occorre che continui su questa strada  per raggiungere la qualità assoluta. Parole d’ordine Vino & Territorio”.

mago 9.1.2019 0164