E’ quella siciliana, che esprime vini autentici. parola di Andrea Fiorini sommelier del ristorante Magnolia di Cesenatico, 2 stelle Michelin.

Raccontaci un po’ di te.

“Sono nato a Forlì nel 1974 e sono laureato in Scienze e Tecnologie alimentari. Oggi ricopro il ruolo di Head Sommelier del ristorante Magnolia di Cesenatico, ho la responsabilità di una cantina che conta oltre 600 referenze italiane ed estere, mi occupo di pensare ai “percorsi degustazione” (che spaziano dagli infusi, ai cocktail, ai vini)  in abbinamento ai due menù previsti al ristorante e inoltre collaboro con diverse testate giornalistiche locali scrivendo di food & beverage”.

Qual è il primo vino siciliano che ricordi di aver assaggiato?

“Lo Chardonnay Planeta 1998, un vino che è diventato l’immagine del cambiamento della Sicilia del vino”.

Sicilia a tavola: un piatto da non mancare?

“La pasta con le sarde; trovo entusiasmante e gustosissimo il matrimonio tra sarde fresche, finocchietto selvatico, pinoli, uvetta e il pangrattato tostato”.

Proponi vini siciliani nella tua carta dei vini? Di quali aree?

“Propongo diverse cantine siciliane provenienti principalmente dalla zona dell’Etna e dalle zone di Vittoria, Marsala e Pantelleria”.

Raccontaci il migliore abbinamento fatto con un vino siciliano.

“Spaghettoni, ricci di mare, cime di rapa e seppiolini e il Marsala Riserva Vergine Secco Vintage 1980 di Francesco Intorcia Heritage. ”.

È un momento d’oro per il territorio etneo. Cosa ne pensi a riguardo?

“Credo che il momento d’oro del territorio etneo dipenda principalmente dalla viticoltura audace qui praticata che si concretizza in vini autentici ed espressivi”.

Come vedi il futuro del vino siciliano?

“Luminosissimo sempre che non si perda l’autenticità”.