Sono gli artefici del progetto ambientalista “Systema naturae” che, con opere d’arte, murales, installazioni e garden design, cerca di sensibilizzare le comunità al rispetto dei loro territori. Una battaglia appena cominciata.

di Giuliana Imburgia

Una battaglia bio-diversa, portata avanti in nome della natura e combattuta a colpi di pennello, colori, zappa e rastrelli. L’obiettivo è girare la Sicilia e l’Italia per seminare, attraverso il forte impatto comunicativo della street art, il seme della coscienza ambientale e del rispetto della flora e della fauna che vivono sul nostro territorio.

Si chiama Systema Naturae, il progetto ambientalista che nasce da un’idea dell’artista siciliano Emanuele Poki, insieme con l’associazione culturale Avaja di Catania, e che mira a fare dell’arte un mezzo di comunicazione per la salvaguardia ambientale.

Omaggiando l’omonima opera del naturalista svedese Carl Nilsson Linnaeus, considerato il padre della moderna classificazione scientifica suddivisa in regno animale, vegetale e minerale, i “guerrieri gentili” – così sono stati definiti i partecipanti al progetto – hanno realizzato in giro per tutta l’Isola una comunione di interventi artistici tra murales, installazioni e opere di garden design, per sensibilizzare le comunità al rispetto della biodiversità e dell’equilibrio naturale dell’ecosistema.

“Il progetto è partito la scorsa estate e ha già ha toccato sei tappe, di cui cinque in Sicilia e una in Puglia”, dice Emanuele Poki. “Siamo partiti dall’analisi del territorio siciliano e della natura che ci circonda, con l’obiettivo di espandere il progetto il più possibile per lavorare anche in luoghi con biodiversità specifiche, approntando di volta in volta un programma che tenga in considerazione il contesto storico, sociale e ambientale”.

Arte, scienza e natura si mescolano insieme: questi artisti nomadi hanno realizzato all’interno degli spazi pubblici delle varie città ospiti del progetto vere e proprie opere pittoriche a cielo aperto e costruito dimore e ripari sicuri per la fauna e la flora autoctone.

È quanto è avvenuto, ad esempio, per il protagonista del magnifico murale, realizzato dalle mani dello stesso Emanuele Poki, nella zona di Fontana Salsa a Trapani: un grande barbagianni bianco, meglio conosciuto nel linguaggio scientifico anche come “Tyto Alba”, che da anni vive e nidifica lì, sempre nello stesso posto, in un vecchio silos abbandonato appena fuori l’ingresso di un antico baglio nella periferia della città.

“La gente del luogo ci ha spiegato – spiega l’artista – che molto probabilmente proprio su quel silos arrugginito e abbandonato si sono susseguite intere generazioni di barbagianni perché, negli anni, questi volatili hanno scelto di nidificare sempre nello stesso punto. Appena arrivati sul posto ci siamo lasciati ammaliare dall’eleganza delle sue ali bianche, solo che è volato via non appena ci ha visti, e così abbiamo deciso di rendergli omaggio realizzando un murale che potesse essere visibile a tutti e di installare dei nidi artificiali adatti alla procreazione di questa specie”.

Il progetto vive anche grazie al positivo supporto di tutte le realtà locali che lo ospitano, così da innescare su ogni territorio un processo virtuoso di educazione alla biodiversità, nell’ottica di coinvolgere il più possibile anche i cittadini.

Oltre alle opere di street art e ai murales, infatti, dalla partenza a oggi i ragazzi di Systema Naturae hanno realizzato la messa a dimora di 93 piante autoctone tra alloro, mirto, lentisco, rosmarino, ginestre, edere e corbezzoli, hanno installato 14 nidi artificiali per chirotteri (pipistrelli), passeri, codirossi, barbagianni, falchi grillai e insetti impollinatori e portato avanti la progettazione di opere di garden design negli spazi verdi pubblici delle realtà che li hanno ospitati.

Ma lo spopolamento ambientale è un nemico che va combattuto con gentilezza, con l’intromissione in punta di piedi dell’uomo nella natura, rispettando le sue regole e il suo perfetto equilibrio: proprio com’è stato fatto a Cannistrà, una frazione di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, dove un intero giardino pensato e dedicato alle api è stato realizzato al fianco di un murale raffigurante le specie di api siciliane e la classica ligustica. Un colpo d’occhio poi è la volpe rossa di Salemi che campeggia su una palazzina di tre piani all’interno del quartiere Cuba, nel trapanese, mentre tiene in bocca un ramoscello d’alloro.

“Al di là dell’intrinseco valore artistico delle opere realizzate, il valore aggiunto dell’intero progetto è un effettivo cambiamento e investimento sul territorio, al fine di migliorare le condizioni ambientali, di sensibilizzare la popolazione sul tema dell’equilibrio ambientale e, a volte, di innescare un nuovo ciclo di vita delle specie autoctone vegetali e animali”, conclude Poki. L’impatto ambientale degli interventi è stato oggetto di studi specifici, in base al luogo, alle conformazioni territoriali e fisiche e alla disponibilità della realtà ospitante, anche grazie alla consulenza professionale dei partner scientifici che hanno deciso di sposare il progetto, tra cui l’Orto Botanico di Catania e il biologo marino Andrea Bonifazi, che hanno coadiuvato e affiancato il team nello studio dell’ecosistema in cui, di volta in volta, si è intervenuto.

Insomma, è proprio il caso di dar ragione a Gary Snyder, celebre poeta ambientalista statunitense, che disse: “La natura non è un posto da visitare, è casa nostra”.