NYT – USA

Seth Sherwood – 5 settembre 2019

Siracusa: città delle ricchezze senza tempo e dei tesori nascosti

Fondata dai Greci intorno al 734 avanti Cristo, Siracusa, la città che Cicerone definì “la più grande e più bella di tutte le città greche”, raggiunse dimensioni e status nel mondo antico che la resero rivale di grandi potenze come Atene e Cartagine. Conquiste e rifacimenti da parte di romani, bizantini, nordafricani, normanni e altri hanno lasciato il segno, influenzando ogni cosa, dall’arte religiosa al caratteristico stile gastronomico che mischia il dolce al salato. L’attrazione principale è il centro storico, l’isola di Ortigia: un labirinto di vicoli, piazzette nascoste, passaggi inaspettati, chiese barocche e palazzi secolari. Un autentico prontuario di architetture del Vecchio Mondo. Il numero di Madonne per metro quadrato nella Galleria Regionale di Palazzo Bellomo è impressionante. L’interpretazione più sorprendente è quella di Antonello da Messina. La sua Annunciazione è un capolavoro di colori potenti, dettagli raffinati e una luce beatificante. Passeggiare lungo il vivace e affollato corridoio di vetrine, bancarelle e tavolini è un viaggio di scoperta. Ma anche una lezione di Italiano e un tour gastronomico.

Le Figaro Magazine – Francia

Jean-Marc Gonin – 8 novembre 2019

Vivere e dormire come un principe a Palermo

In Sicilia i Borboni vendettero in maniera sconsiderata i titoli di nobiltà. Come sottolinea lo scrittore Dominique Fernandez ne La zattera della Gorgone, nel XVIII secolo Palermo aveva 142 principi, 798 Marchesi, 1.500 duchi e migliaia di conti. Due secoli prima, un solo principe, due duchi, un marchese e 21 conti. La nobiltà siciliana, che traeva la sua fortuna dalle ricche proprietà fondiarie, tendeva a sperperarle a Palermo dando feste sontuose o perdendo al gioco. E, isolandosi in un mondo fatto di sfarzi, distante dagli accadimenti politico-economici, andò incontro a un drammatico declino all’inizio del XIX secolo. A infliggere il colpo di grazia, lo sbarco di Garibaldi. L’inflazione di aristocrazia ne produsse un’altra: quella dei palazzi. Vaste e sontuose residenze nobiliari furono erette in tutto il centro storico della città. Molte, sfuggite al decadimento grazie alla gestione di energici e intraprendenti discendenti, oppure di appassionati acquirenti che se ne sono presi cura,  mantengono ancora oggi intatto il loro splendore.

SvEnska Dagbladet

Svezia

Linda Iliste – 6 gennaio 2020

L’Italia è e rimane leader mondiale per la lirica. Sono molti i teatri dell’opera che ti fanno cantare il cuore. Oltre al tempio per eccellenza, La Scala di Milano, anche il San Carlo di Napoli, La Fenice di Venezia, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro Grande di Brescia e il Teatro dell’Opera di Firenze. Ma il più grande teatro lirico italiano, nonché il terzo più grande d’Europa, occupa, dal 1897, come un enorme dolce color giallo miele in stile neoclassico la Piazza Verdi del capoluogo siciliano. Fu concepito con l’idea di favorire la reputazione di Palermo dopo l’Unificazione. Vista a posteriori, la faccenda è andata sia bene che male. Una ristrutturazione protratta per decenni a causa di corruzione e litigiosità politiche, e scandali di vario genere che hanno perseguitato il teatro fino ai nostri giorni. Ora si vuole dimenticare con un cartellone che è un mix di pesanti classici alla Guglielmo Tell in versione originale francese e produzioni innovative, come quella diretta dall’attore di Hollywood John Turturro, nonché un coro composto esclusivamente da immigrati di seconda generazione.

 

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