A prima vista sembra una statua in marmo di epoca classica. Le braccia monche, i segni del tempo, i muscoli delle gambe impegnati nello sforzo ginnico. Invece, avvicinandosi appena, si scopre che il Tuffatore esposto a Villa Zito, a Palermo, sede della Fondazione Sicilia, è un’opera contemporanea e ironica, in resina e cemento, una statua in bilico su una sorta di giocattolo di legno vintage. A firmarla è Nicola Pucci, nell’ambito della bella antologica curata da Paola Nicita, un progetto espositivo ideato da Settimana delle Culture. La mostra, in programma fino al 29 marzo, raccoglie gli ultimi vent’anni di pittura dell’artista palermitano. Un viaggio in mondi onirici, popolati da figure che si muovono in contesti impossibili, o giocano con il mondo, cercando di riscrivere il proprio destino. Cavalli che irrompono dentro vagoni del tram, jet che volano dentro sale da biliardo, ma anche enormi facce. Una pittura stratigrafica, dove ogni immagine è costruita alternando velature e pittura gestuale e materica.

 

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