Da sei anni Annalisa Pompeo organizza e gestisce corsi di cucina siciliana per stranieri. A Favara ma anche negli Stati Uniti dove le prossime tappe del suo “tour” hanno  già il tutto esaurito. Il segreto? La forza della tradizione

di Giuliana Imburgia

Cucina, mangia, esplora. Questa è la triade cui si è ispirata Annalisa Pompeo, trentacinquenne originaria di Agrigento, per voltare radicalmente pagina nella sua vita e creare GoSicily, un progetto culinario itinerante per far viaggiare i sapori siciliani in giro per il mondo.

Il ruolo di moglie e mamma di due bimbi e una vita da impiegata le calzavano stretti, così sei anni fa Annalisa ha deciso di reinventarsi ripartendo proprio da ciò che le sta più a cuore, le sue origini e le sue tradizioni. Ha lasciato il lavoro perché il suo desiderio più grande era quello di cucinare viaggiando, per valorizzare e tramandare i sapori e i luoghi della terra che l’ha cresciuta.

“Ho sempre amato l’ambiente in cui sono cresciuta – dice – ero stregata dal vedere le mie nonne sempre indaffarate con le mani in pasta nella tradizione. La Sicilia è davvero un posto meraviglioso, ha una luce e un calore che non si trovano facilmente da altre parti, e proprio per questo ho deciso di far conoscere al mondo intero che cosa è la mia Sicilia attraverso la condivisione del buon cibo, delle antiche ricette della tradizione e la visita dei magnifici luoghi che questa terra racchiude”.

Ha iniziato da “avventuriera autodidatta” – dice lei – semplicemente mettendo insieme l’amore per la buona cucina, la calorosa accoglienza sicula e la sua grande volontà di rivalutare un territorio ricco di risorse e cultura e il frutto dei tanti sacrifici sono state delle sicilian cooking classes letteralmente andate sold out in America, in Germania e richiestissime anche dai tanti turisti stranieri ospiti a casa sua nella sua amata Favara. “Il 90 per cento dei partecipanti sono stranieri, di cui un buon 80 americani e il restante 10 si divide tra tedeschi, spagnoli o francesi, il mio cliente medio ha dai 40 agli 80 anni ed è una persona curiosa con tanta voglia di sporcarsi le mani, proprio come si faceva un tempo”.

La ricetta del pane con le uova, l’arte del cannolo tradizionale, i segreti delle sarde a beccafico e la perfezione delle giuste dosi per bilanciare il gusto dolce-amaro della caponata di melanzane, tutti spiegati in lingua inglese durante una lezione di cucina siciliana oltre oceano: un’esperienza che ha regalato ad Annalisa la conferma che “il mondo va pazzo per i sapori della cucina siciliana e per i prodotti provenienti dalla nostra terra”.

Il progetto è nato nel 2014, anche grazie alla collaborazione con il Farm Cultural Park di Favara, diventando un ponte di collegamento commerciale tra i produttori locali e i consumatori americani che hanno voltato lo sguardo verso il territorio siciliano. “Credo che il segreto del mio successo – spiega Annalisa – stia nel fatto che ho sempre promosso dei cibi semplici valorizzati però attraverso dei gesti intrisi di storia e passione portando, fuori dalla cucina, la mia visione familiare della Sicilia. Mi piace l’idea che GoSicily faccia da tramite tra la Sicilia e l’America, creando nuove opportunità anche per i piccoli produttori locali per farsi conoscere dall’altro lato del mondo e mettendoli in contatto con il consumatore canadese o newyorkese appassionato dei prodotti agroalimentari di nicchia”.

Oltre ai corsi e alle lezioni di cucina, per soddisfare la curiosità degli occhi dei forestieri in viaggio in Sicilia l’agrigentina ha iniziato a progettare anche dei percorsi enogastronomici per riscoprire alcune delle località siciliane d’eccellenza del chilometro 0: ha organizzato il tour al Museo della Mandorla siciliana, vicino a Favara, la visita al frantoio Val Paradiso nella località di Naro, un tour per conoscere la lavorazione dei grani antichi nei mulini a pietra e a cilindro e un tour degustazione dei tipici formaggi locali fatti con il latte della rinomata capra girgentana. “L’obiettivo è di far vivere a che viene in Sicilia un’esperienza turistica e culinaria unica che sappia coniugare, divertendosi, l’imparare a cucinare con l’esplorazione delle tradizioni e del territorio in cui si opera, così da posizionarci nel panorama crescente del turismo alimentare in un modo originale e distintivo”, aggiunge.

Il prossimo anno GoSicily ho voluto alzare ancora di più l’asticella organizzando tre settimane di cooking classes, ciascuna formata da venti persone, per viaggiare e spadellare tra New York, Boston, New Jersey, New Orleans e il Texas, ed è già tutto esaurito per ogni fermata. “Le lezioni di cucina siciliana sono aperte a tutti, dal principiante allo chef esperto e sono la pietra angolare del progetto, si svolgono come una grande riunione di famiglia in cui si prepara del buon cibo tutti insieme, in un’atmosfera informale e rilassata, apprendendo l’origine e la qualità dei prodotti usati”.

“Il simbolo del progetto – conclude – è un cuore composto dai prodotti della nostra terra e ho scelto il nome GoSicily perché rappresenta una forma di esortazione per la Sicilia per incitarla a crescere sempre più, proprio come quando si incoraggia qualcuno che si ama dicendogli vai amore mio che adesso è il tuo momento”.