NYT – Stati Uniti

Amie Tsang – 20 settembre 2019

Come la Brexit potrebbe interrompere le filiere alimentari

Ci vogliono dai quattro ai cinque giorni di viaggio in autocarro e due passaggi in nave perché un carico di datterini o di arance e di tanti altri prodotti di aziende siciliane, percorra 2.700 chilometri e arrivi sulle tavole inglesi. Non è chiaro però come funzionerà il commercio quando la Gran Bretagna, dove la maggior parte del cibo viene importato, lascerà l’Unione Europea. L’efficienza degli attraversamenti di frontiera ha finora reso più economica in alcuni casi l’importazione anziché l’acquisto di prodotti all’interno del Paese. La Brexit minaccia di alterare i rapporti col resto del mondo mettendo a rischio i rifornimenti di prodotti freschi. Il traffico potrebbe rallentare per via di nuove norme di sicurezza. Si temono ritardi di due giorni e mezzo, prezzi dei generi alimentari in ulteriore salita, effetti che potrebbero durare per mesi.

Die Zeit – Germania

Georg Cadeggianini

7 novembre 2019

I capricci dell’Etna

L’Etna è il vulcano più attivo in Europa. Le sue eruzioni suscitano paure primordiali, la sua bellezza affascina. Un paesaggio incantato con la Muntagna al centro di una miriade di verdi colline, e molti borghi appesi ai fianchi. Chi vive al suo cospetto le porta rispetto. Quando si apre spingendo giù la lava a 1.100 gradi, tre tonnellate al metro-cubo e le persone escono di casa per mettersi in salvo, è abitudine preparare la tavola con una tovaglia, una bottiglia di vino e un piatto in più. La lava è come un ospite. Che trasforma fertili vallate in paesaggi lunari senza vita per centinaia di anni. Mentre le ceneri spargono ovunque minerali ricchi di nutrienti. Tutti e tutto qui hanno la propria storia legata alla montagna. Diventa pericolosa, si dice, quando è silenziosa. Nessun terremoto, niente fumo, niente cenere, nessun flusso di lava: che sta per succedere? L’Astragalo siculus è una delle prime e poche piante a crescere sulla roccia lavica, fino a 2.400 metri. Quando sbocciano i fiori di un viola brillante trasformano i pendii in un dipinto di Monet. Il tipico cespuglietto, apparentemente soffice e peloso, viene chiamato “cuscino della suocera”, nasconde spine, lunghe come un chiodo.

Le Figarò – Francia

Jacques De Saint Victor

12 agosto 2019

Il principe di Lampedusa, un conservatore illuminato

Le idee che hanno plasmato la storia dell’Europa sono spesso sorte in Italia. Il Gattopardo, raffigurando il declino delle vecchie élite nella Sicilia del XIX secolo, evoca una filosofia dell’esistenza divenuta una sorta di luogo comune: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Lucida visione della storia, da molti ritenuta eccessivamente decadente, in cui la rivoluzione è riportata ai limiti della dimensione umana. Ma l’errore di tanti è stato credere che fosse un elogio dell’immobilità. Una lettura precisa rivela una profonda condanna del sistema che incarna Don Calogero, simbolo delle nuove élite, ancora più feroci della vecchia aristocrazia. La chiave sta nella risposta del principe Salina: “Eravamo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno i piccoli sciacalli, le iene”, che anticipa l’ascesa dei leader senza scrupoli, in Sicilia dopo il 1945, poi in tutta Europa con la rivoluzione neoliberista degli anni ’80. Un’élite borghese degenerata, utilitarista, desiderosa di trarre profitto a tutti i costi dall’apertura dei mercati. Queste riflessioni hanno purtroppo una nuova attualità. Con la globalizzazione il mondo sta diventando una “vasta Sicilia”.

 

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