di Cecilia Schmitz

Un bosco a Lampedusa

Sono 6.500 tra oleandri, carrubi e pini gli alberi che verranno piantati a Lampedusa, uno per ogni abitante, su un percorso di circa 1,5 chilometri lungo la costa di ponente. L’operazione rientra in un ampio progetto che prevede il rimboschimento del litorale nord, circa quindici chilometri, contro erosione e desertificazione della zona. Per proteggere gli alberelli dalle intemperie è prevista anche la ricostruzione dei vecchi muretti a secco. Forniti gratuitamente al Comune dall’Azienda forestale, a oggi sono stati piantumati 150 esemplari. A lavori conclusi ogni cittadino potrà adottare un albero, annaffiarlo personalmente e prendersene cura.

Le onde illuminano il molo di Lipari 

Le isole minori sono delicate realtà sottoposte a stringenti vincoli ambientali, nelle quali l’approvvigionamento di energia è una faccenda complessa. Le Isole Eolie non sbagliano a porsi come Smart Island, autentici laboratori a cielo aperto. Se Vulcano dispone di uno dei primi impianti fotovoltaici dal 1984, la centrale fotovoltaica di Ginostra è stata completata nel 2004, mentre dal 2014 il faro di Strombolicchio è diventato al cento per cento autosufficiente, a energia solare ed eolica. A Lipari, la cui centrale fotovoltaica è la più grande delle isole minori del Mediterraneo, per due sere a illuminare il molo di Marina Corta, è stato il moto delle onde. L’auspicio è che presto si possa illuminare così l’intero porto.

Cannucce eco-friendly di avena

Secondo le stime della Plastic pollution coalition, in Europa e negli Stati Uniti le cannucce sono tra i primi cinque rifiuti trovati sulle coste. Pochi minuti di utilizzo, cinquecento anni per smaltirle. Potremmo rinunciare a bere attraverso il tubicino colorato. Oppure passare a una versione biodegradabile. Sono tante le proposte eco-friendly, realizzate in materiali rinnovabili o lavabili, a volte commestibili. Bio-cannucce in MaterBi o PLA, a base di pasta, mais e riso, manioca. Anche la Sicilia si sta attrezzando in questo senso. Già sul mercato quelle di mais della Dolfin di Riposto. Ora stanno per arrivare le cannucce C’AVENA, start up in via di costruzione a Fondachelli Fantina, nei Peloritani, ricavate dagli scarti di lavorazione di Avena Sativa, usata sia in ambito alimentare che cosmetico. “Siamo una squadra di tre folli che stiamo inventando da zero, in un garage, una linea di produzione industriale sostenibile e adatta a mettersi sul mercato”, racconta Marcello Catania, che con questa pianta spontanea ci giocava da bambino. Disponibile per ora il prototipo: trentamila pezzi in giro per il mondo in attesa di feedback. Il 90 per cento già sono positivi. “Sogno di creare occupazione qui in Sicilia – dice – in un’azienda stile Svizzera dove si va a lavorare contenti e i cui utili saranno reinvestiti nell’ambiente”