di Simonetta Trovato

Un viennese non ti dirà mai che un bambino lo disturba. Lo considera il pubblico di domani, è pronto a dedicargli attenzione. Tra pappagalli, panda giganti, costumi sfarzosi o grotte sottomarine. Perché a Vienna un bambino può imparare a fare lo strudel, bere il latte fresco di una capretta o vedersi servire una Kaiserschmarren, la “frittata” del Kaiser, enorme pancake a fettine ripassate con burro e zucchero. “Ogni visita, museo, intrattenimento a Vienna ha un suo contraltare per i bambini” spiega Tatiana Bukumirovic Galtieri che, a dispetto del nome, è palermitanissima e in Austria ha passato gli ultimi dieci anni, sette dei quali con Giulia, dietro Giulia, a spasso con Giulia, divertendosi con Giulia. Oggi è un’esperta della capitale … vista da sotto in su.

Lei inizierebbe dal Museo di Storia naturale (Naturhistorisches Museum) in Marie -Theresien platz , “dove qualsiasi bambino diventa pazzo di fronte al dinosauro meccanizzato” o dal Museo di Belle Arti dove i più piccini possono pasticciare finché non ne hanno abbastanza. Per passare allo ZOOM Kindermuseum, dove i bambini possono vedere, toccare, annusare, sentire e giocare. È diviso in due sezioni, da 8 mesi a sei anni e da 3 a 12 anni, ma si può passare dall’una all’altra senza problemi: come rinunciare alla grotta marina o alla barriera corallina ricostruita o alle barche galleggianti? Se poi sono più grandicelli, ecco il laboratorio per creare cartoni animati. “Vienna è una città molto attenta al benessere dei bambini – sorride Tatiana – ogni fine settimana c’è qualcosa di nuovo per loro. Basta andare al wienXtra kinderinfo, che è il punto informazioni per le attività dedicate ai più piccoli”.

Al Landgut Wien Cobenzl possono invece spiare dietro le quinte di una vera fattoria urbana, tra maialini, caprette, conigli, oche e tacchini: è un progetto didattico di educazione ambientale nato sulle colline che si affacciano sulla città. “Consiglio la Haus des Meeres, una vecchia torre di avvistamento della contraerea durante la guerra che è diventata un acquario pubblico verticale di dieci piani, nel Parco Esterhazy al centro di Mariahilf: c’è una stanza in cui circolano libere le scimmiette”. Considerando che praticamente quasi ogni ristorante di Vienna prevede un menu per bambini (e che ogni toilette è fornita di fasciatoio), gestire figli e amichetti in una città del genere, è molto facile. “Portateli ad assaggiare il latte fresco o lo yogurt appena fatto in una Stube. E senza dimenticare ovviamente il Prater, che è una risorsa sia d’estate che d’inverno, visitate con loro lo Schönbrunn”.

È veramente una porzione di mondo a loro misura, e non solo per lo Zoo (è il più antico del mondo, fu creato da Francesco I nel 1752) ma anche per un altro KinderMuseum dove i bambini stavolta possono trasformarsi in mini imperatori e mini Sissi, imparare a piegare un tovagliolo per una tavola principesca o divertirsi con i giocattoli di un tempo, in tutto negli ex appartamenti dei rampolli reali. Infine, se per caso capitate a Vienna sotto le feste, considerate che ogni mercatino natalizio che si rispetti offre il Glühwein kinder, che altro non è se non il vin brulé non alcolico. “Non è tra i più conosciuti e sicuramente fuori dai tragitti turistici, ma il mercatino di Karl Platz allestisce ogni anno spazi all’aperto dove i bambini possono giocare liberamente con la neve”. Come Giulia.