A diciannove anni ha cantato all’Apollo Theater di New York. Oggi Daria Biancardi è considerata una delle migliori interpreti del repertorio di Aretha Franklin. Storia di una donna che ha scommesso tutto sulla musica

di Francesca Taormina

E’ considerata una delle poche donne bianche che canta il soul come una nera. Ma Daria Biancardi, voce capace di eseguire tutti i brani di Aretha Franklin, è nata a Palermo, anche se ormai si esibisce in tutto il mondo e il suo cuore è a New York. Nella Grande Mela ha vissuto per qualche anno, tra i grattacieli di Manhattan.

Lei è in qualche modo una figlia d’arte. Suo padre, milanese, negli anni ‘70 suonava con una band. Ma poi in tournée a Palermo conobbe una bella ragazza, e incontrò l’amore e il matrimonio. Dopo pochi mesi è nata Daria. Quando si hanno figli la visione del mondo cambia, così la famiglia cercò stabilità con un lavoro fisso. A quei tempi era ancora possibile.

Ma la musica continuava a girare in casa. Daria è cresciuta tra pop, soul e jazz. E quando arriva al diploma tutti gli amici e i parenti sono convinti che la sua strada debba essere il canto. L’unica che tentenna, indecisa, umile, è lei. Ma dopo qualche mese si fa strada il coraggio e a diciannove anni vola a New York, dove troverà la musica soul.

La madre preoccupata per Daria da sola e lontana nella metropoli dalle tentazioni tentacolari, le trova una conoscente, Josey, destinata a diventare la sua seconda madre, per accudirla e sorvegliarla. Josey, oltre a trovarle qualche breve lavoro, ha buone conoscenze tra gli artisti newyorkesi.

“Era il 31 gennaio – ricorda Daria – c’era la neve, presi un taxi per raggiungere i Queens, dove avevo trovato lavoro da una ragazza che aveva un bambino piccolo, ma ero così stanca, e quel taxi non trovava la casa, mi addormentai per svegliarmi di soprassalto. Ma la fortuna non era lontana, la mia manager americana mi fece avere una serata al Teatro Apollo di Harlem, il tempio della musica nera, fu un trionfo, era il 31 ottobre del 2001. A un mese dal crollo delle Torri gemelle, però, il permesso di soggiorno per gli stranieri era diventato così stringente da costringermi a tornare a casa e io avevo saputo in quei giorni di essere incinta”.

La paura ebbe il sopravvento, Daria temeva di non essere in grado di crescere da sola la sua bambina e decise di tornare a Palermo. “Mi sentivo confusa – continua – mi prese un sentimento di fallimento, avevo forse sprecato i miei anni americani. Ero felice di essere mamma, aiutata in tutto dai miei genitori, ma il canto era svanito, era solo un ricordo. Trovai un lavoro in una ditta di export, io parlo correttamente quattro lingue e questo mi ha aiutato moltissimo. Poi sono stata assunta a tempo indeterminato all’Ismett, l’Istituto mediterraneo trapianti, a Palermo. Cosa potevo desiderare di più? Ero finalmente al sicuro, ma il cuore no, l’amarezza per avere abbandonato la musica non mi lasciava, e nemmeno all’Ismett avevano una cura per me”.

Ma il destino la sa lunga e si ripresentò con le fattezze del sassofonista di James Brown, che le propose una tournée con una band tedesca per cantare il repertorio di Aretha Franklin. Era un’occasione d’oro, ma dovette prendere un numero infinito di aerei, farsi cambiare i turni al lavoro, facendo solo le notti in ospedale. La stanchezza presto si fece sentire e lo stress pure, ma il direttore, Ugo Palazzo, le concesse un periodo di aspettativa.

Ora poteva cantare e ad attenderla c’era The Voice del 2014. Un successo, una grande visibilità, ma poi vinse suor Cristina. Però la televisione non l’abbandona, e mentre prende la decisione più ardua della sua vita, quella di dimettersi dall’Ismett, viene scelta per partecipare a All together now con Michelle Huntziker. Il regista le chiese di cantare Gloria di Umberto Tozzi. Era la prima volta che si esibiva con un brano italiano e scoprì che il risultato era ottimo.

La sua prossima fatica sarà l’uscita, prima di Natale, di Come una danza, il suo primo singolo in italiano, con un video che la vede vestita da Dolce & Gabbana. Un brano che già vinto il festival della canzone italiana a New York. Esattamente dov’è il suo cuore.