Secondo Walter Meccia, sommelier del Palagio del Four Season di Firenze, dal vulcano è ripartito il movimento del vino isolano.

Raccontaci un po’ di te

“Romano, classe 1986, oramai fiorentino d’adozione, dopo una formazione alberghiera, sono entrato in una compagnia di resort, e dal 2010 al Four Seasons Hotel di Firenze, prendendo le redini della Sommellerie dal 2013”.

Qual è il primo vino siciliano che ricordi di aver assaggiato?

“Il vero ricordo va alle etichette di Corvo di Duca di Salaparuta, dietro o al fianco dei banconi delle pizzicherie quando attorno ai dieci-dodici anni andavo a comprare il pane sottocasa”.

Sicilia a tavola: un piatto da non mancare?

“Pasta con le sarde. Per me, essenza siciliana. Mediterraneo a tutto tondo”.

Proponi vini siciliani nella tua carta dei vini? Di quali aree?

“Della zona etnea, del trapanese, del messinese e del ragusano”.

Raccontaci il migliore abbinamento fatto con un vino siciliano.

“Un abbinamento che creai fu con un risotto alla bisque di crostacei su crudo di mare, accompagnato dal Marsala di De Bartoli 1986”.

Il Marsala: quanto la gente conosce veramente questo splendido vino?

“Solo i clienti più eruditi ne conoscono e apprezzano il valore. Spero che in futuro, con una pianificazione improntata ad elevare il Marsala tra le eccellenze internazionali, si dia il giusto valore a questo magnifico vino”.

Come vedi il futuro del vino siciliano?

“Il comparto etneo ha portato una ventata di aria nuova in tutta la Sicilia vitivinicola, e con sé anche tanti occhi critici da tutto il mondo; questa situazione di sana competizione sta facendo salire sempre più tutto il movimento del vino siciliano, che fa presagire un futuro sempre più roseo”.