E’ un momento fortunato per il vino siciliano. Parola di Luca Belleggia, sommelier al ristorante  Il Pagliaccio di Roma.

Raccontaci un po’ di te…

“Sono nato nelle Marche e vivo nella capitale da quasi quattro anni. Sono arrivato a Il Pagliaccio dopo altre esperienze e qui ho potuto dare spazio alla mia passione per il vino”.

Qual è il primo vino siciliano che ricordi di aver assaggiato?

“Il primo vino ad essermi rimasto impresso è stato il “Mille e una notte” di Donnafugata, mi piace ancora molto, specie nelle vecchie annate”.

Sicilia a tavola: un piatto da non mancare?

“Se dovessi decidere per un solo piatto forse, la mia scelta cadrebbe sulla caponata. Certo, un po’ di maialino dei Nebrodi a fianco non guasta”.

Proponi vini siciliani nella tua carta dei vini? Di quali aree?

“Ho la fortuna di poter selezionare tantissimi vini e ovviamente la Sicilia non manca in carta. Da tutta l’Isola, con particolare attenzione alla zona etnea”.

Raccontaci il migliore abbinamento fatto con un vino siciliano.

“Mi sono entusiasmato abbinando un Trebbiano annata 2016 di Francesco Guccione al risone Gerardo di Nola, con creste di gallo e indivia, piatto ideato dallo chef de Il Pagliaccio, Anthony Genovese. ”.

Il Marsala: quanto la gente conosce veramente questo splendido vino?

“Vino dalla storia incredibile, potenzialità infinite che tuttavia rischiamo sempre più di perdere. Credo sia stato trascurato per troppo tempo e che la qualità ne abbia risentito. Sta a noi cercare di rispolverarlo”.

Come vedi il futuro del vino siciliano?

“Credo che sia un momento fortunato per il vino siciliano e penso che questa crescita non si arresterà in futuro”.