L’Isola cresce, a partire dall’Etna. E grazie a uno straordinario territorio. Parola di Pascal Tinari, sommelier di Villa Maiella a Guardiagrele, vicino a Chieti.

Raccontaci un po’ di te

“Sono nato a Guardiagrele nel 1989, ho mosso i miei primi passi nel ristorante di famiglia (oggi ha una stella Michelin). Il primo lavoro nel 2008 al ristorante Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio, 3 Stelle Michelin, in sala. Nel 2010 ho lavorato in Alsazia in un altro tempio della ristorazione: L’Auberge de L’Ill, 3 stelle Michelin dal 1967 con la famiglia Haeberlin. Nel 2011 sono tornato a Guardiagrele; ggi a Villa Maiella la cucina è gestita da mio fratello Arcangelo”.

Qual è il primo vino siciliano che ricordi di aver assaggiato?

“Quando ero piccolo ricordo che Marco de Bartoli venne qui nel ristorante di famiglia, fu lì che per la prima volta assaggiai il Marsala: il Vecchio Samperi”.

Sicilia a tavola: un piatto da non mancare?

“L’arancina e il cannolo. Da ragazzino rimasi affascinato da questi coni fritti. Quanto ai cannoli, sono tuttora i dolci che amo di più”.

Proponi vini siciliani nella tua carta dei vini? Di quali aree?

“Abbiamo la nostra selezione di vini dell’Isola. Di notevole importanza – come non menzionarli – la zona di Faro, Pantelleria e del Cerasuolo di Vittoria”.

Raccontaci il migliore abbinamento fatto con un vino siciliano.

“Un nero d’avola allevato ad alberello nella zona di Noto che accompagno con dell’agnello dei nostri parchi qui in Abruzzo, e un passito di Pantelleria per accompagnare un foie gras alla brace che propone mio fratello”.

Come vedi il futuro del vino siciliano?

“La Sicilia ha un posto rilevante nel palcoscenico enologico, cresciuto negli ultimi anni, a partire dai vini dell’Etna. Sempre più aziende lavorano su delle micro vinificazioni per poter esprimere al meglio lo straordinario territorio dell’Isola”.