di Antonio Calabrò

“Metodo Milano”, dice Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, per indicare una “leale e aperta collaborazione” tra istituzioni, governi locali, impresa, lavoro, associazioni del terzo settore, università, centri di ricerca, soggetti ed enti della cultura, tutti impegnati per costruire percorsi di sviluppo sostenibile. “Milano, una sorta di anticipazione del futuro”, aggiunge il sindaco Beppe Sala, consapevole delle attività e dei progetti per tenere insieme crescita economica e qualità della vita. Il “metodo Milano” ha portato al successo di Expo 2015 e adesso fa ben sperare per le Olimpiadi invernali del 2026. Milano è aperta e inclusiva, coniuga competitività e solidarietà e la sua chiave di sviluppo è l’innovazione: non una tecnologia, ma un generoso pensiero di cambiamento.

Può valere, il “metodo Milano”, anche per le metropoli del Mezzogiorno, per Napoli e Palermo, Bari e Catania, tenendo insieme Comune, Regione, università e mondo delle imprese, cultura e volontariato. A condizione che ognuno abbia ben chiari ruoli e responsabilità. Una politica che programmi e controlli e non usi la spesa pubblica come leva per ottenere consenso. E un’impresa che non stia ad aspettare sussidi e finanziamenti pubblici ma lavori secondo valori di competizione per merito e capacità. Un’università che insista sulla qualità di ricerca e formazione e sappia distinguersi per attrazione d’intelligenze. E una cultura non rivendicativa ma progettuale. Più mercato e autonomia delle forze sociali, meno clientele e corporazioni.

Impegno difficile, certo, in realtà meridionali abituate al predominio della spesa pubblica e povere di cultura d’impresa. Ma sfida obbligata. Milano è metropoli nel cuore dell’Europa più dinamica e innovativa, ma si considera anche, proprio perché europea, nel cuore dell’asse tra Nord e Mediterraneo. E le grandi città del Sud, nel rinnovato dinamismo di economie e interessi che caratterizza il Mediterraneo, devono ritrovare un ruolo centrale di pensiero e proposta economica e sociale. Le caratteristiche dell’economia digitale e dell’economia della conoscenza aiutano questa ipotesi di rilancio. Milano-Italia (titolo d’una fortunata serie di trasmissioni televisive) e Milano-Mediterraneo possono essere paradigmi si cui ricominciare, insieme, a riflettere.