Scena/Segesta è il nome del progetto ideato da Lina Prosa: un laboratorio internazionale dedicato alla drammaturgia classica e alla creazione contemporanea, aperto a studenti, attori, registi dell’area mediterranea. Il palcoscenico? Tutta la città

di Alessia Franco

Bisogna essere un po’ sciamani, un po’ rabdomanti e visionari quanto basta. Ma non poi tanto: perché quel territorio è una certezza.

Lo sa bene Lina Prosa, drammaturga di lungo corso approdata (e applaudita) sui palcoscenici di mezzo mondo, che a Calatafimi-Segesta è nata, assorbendo una a una le suggestioni e la forza evocativa del territorio, sentendo nel vento e nella natura il bisbiglio della parola mitica. Il suo è un nostos consapevole: un ritorno alle origini con lo sguardo critico di chi ha lavorato, visto, agito in altri contesti e che sa che non può non tenere conto della contemporaneità, se si vuole davvero che le parole antiche riprendano vita.

Il progetto Scena/Segesta, ideato e diretto da Lina Prosa, è stato pensato come un laboratorio internazionale di drammaturgia classica e creazione contemporanea.

“Questo territorio è un contenitore del mito dalle potenzialità incredibili, nelle sue vene scorre un sangue occulto – dice la drammaturga – se preferite una falda idrica. E non potete immaginare quanto sia assetata la gente, qua. Ecco, mi piace pensare a questo progetto come a un acquedotto culturale da mettere a disposizione di tutti: chi vive qua e chi decide di spostarsi per studiare con noi. La memoria, per quanto da lontano possa venire, va trasmessa: è un’esigenza civile, un dovere storico”.

Al centro del progetto ci sono tutti quei luoghi della comunità funzionali all’obiettivo di ospitare gli allievi e di realizzare centri di cultura, fino a trasformare l’abitato in città-teatro. Primo fra tutti il teatro di Segesta, simbolo di valore assoluto e di condivisione universale.

“La drammaturgia classica deve continuare a rappresentare un momento di riflessione collettiva – continua Lina Prosa – i teatri classici devono continuare a essere proiezioni della memoria, anche attraverso la ricerca di nuovi linguaggi. Oggi sono diventati per lo più dei contenitori, dei luoghi in cui proseguire le tournée estive. E questo fa molto male”.

Neanche a dirlo, Scena/Segesta si muove in direzione ostinata e contraria: uno spazio permanente di studio della materia umanistica, di formazione di attori e registi sulle pratiche teatrali contemporanee e innovative, legate alla messa in scena della drammaturgia classica. Un luogo (spirituale quanto fisico) di incontro con i maestri della scena tra le diverse culture teatrali e del Mediterraneo. Un laboratorio permanente che si specializza nella ricerca e creazione a partire dalla drammaturgia classica seguendone le evoluzioni, anche alla luce dei cambiamenti sociali.

Sarà il Mediterraneo, da una costa all’altra, il bacino d’elezione da cui attingere. Ancora una volta la guida è la storia, che qui più che altrove si intreccia con il mito e la memoria. L’incendio di Troia e la figura del profugo che genera città e storie, gli approdi di fortuna di Ulisse, Enea con il padre Anchise e il figlioletto Ascanio, fino alle guerre del triangolo Siracusa-Selinunte-Segesta. E Cartagine, e le città della Grecia antica: Atene, Sparta, Corinto.

Un progetto ambizioso, che non poteva non essere supportato da un comitato scientifico robusto e motivato: insieme a Lina Prosa, a curare i programmi di Scena/Segesta sarà l’équipe internazionale composta da Anna Beltrametti, docente di Drammaturgia classica all’università di Pavia, Muriel Mayette-Holtz, regista e direttrice del Teatro nazionale di Nizza, Simone Audemars, regista di Losanna, Anna Barbera, consigliere letterario, e Alexandra Da Silva, maître de conférences en études théâtrales della Sorbona di Parigi.

Gli allievi saranno scelti attraverso un bando comunale pubblicato entro dicembre. Le residenze sono aperte a studenti universitari, attori, registi, di qualunque Paese, con particolare attenzione all’area mediterranea.

“Vogliamo formare una generazione che riporti in vita la parola mitica, che se ne riappropri – dice la drammaturga, anima del progetto – perché questo lavoro nasce con i giovani e per i giovani”. Le attività si svolgeranno in alcuni spazi del Comune di Calatafimi-Segesta, che così riprenderanno vita: casa Certeze, teatro Cavallotti, ex convento di San Francesco, biblioteca comunale e in parte anche il teatro antico del parco archeologico di Segesta.

Non è tipo che sta ferma, Lina Prosa: con quella sua aria saggia e allegra di folletto delle scene, ha già pensato alle prime due azioni sceniche. La prima è Minima Eneide: lezioni itineranti di teatro in forma popolare con il contributo di giovani attori, studenti, registi per portare Medea, Antigone, Edipo, Prometeo, Cassandra nei bar, negozi, supermercati, scuole, attraverso la presentazione in estemporanea dell’Eneide o dei personaggi della drammaturgia classica. Perché se la gente si è allontanata dal mito, è compito del mito recuperarla. E poi c’è Mediterraneo/Mare/Terra, un ciclo seminari, letture e performance con la partecipazione di esperti di teatro, archeologi, artisti che gravitano nel Mediterraneo.

E già, inutile dirlo, la mente di Lina Prosa va. Come un fiume (per riutilizzare la sua metafora) e raggiunge il Brasile e l’Africa con progetti di dialogo e di teatro.

 

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