In Sicilia ti coglie sempre un po’ di sorpresa, soprattutto quando a novembre si fanno ancora i bagni al mare. Giusto il tempo di archiviare le vacanze estive, di rabbuiarsi con il ritorno dell’ora solare e di compiere il solenne rito del cambio di stagione negli armadi. Ed eccolo qui. È già Natale? Sì, ed è passato un altro anno…

di Laura Anello

In Sicilia ti coglie sempre un po’ di sorpresa, soprattutto quando a novembre si fanno ancora i bagni al mare. Giusto il tempo di archiviare le vacanze estive, di rabbuiarsi con il ritorno dell’ora solare e di compiere il solenne rito del cambio di stagione negli armadi. Ed eccolo qui. È già Natale? Sì, ed è passato un altro anno. Ed è difficile non ammettere che, dietro la gioia delle tavole imbandite, si faccia largo un filo di malinconia, quella di ogni festa comandata e di ogni bilancio di vita. Come superarla? Ce lo suggeriscono Ficarra e Picone, protagonisti di questa copertina di Gattopardo e del nuovo film che sta per uscire nelle sale.

«Quando abbiamo iniziato a scrivere questo film ci siamo dati un obiettivo: provare a rimettere al centro il vero senso del Natale. Ormai associamo il Natale a Babbo Natale e non a Gesù, che è invece il vero protagonista della festa. Insomma, quest’anno torniamo a festeggiare il festeggiato». Parole semplici, di chi ha fatto della leggerezza “calviniana” un marchio di fabbrica. Parole che ci raccontano però di un bisogno collettivo di sfrondare gli orpelli e andare al cuore della festa, che la si viva in modo religioso o laico. Trovando il tempo di coltivare se stessi, le proprie passioni, i propri sogni, le proprie attese per il futuro. Dandosi la possibilità di sfogliare un album di famiglia, di andare a trovare qualcuno che non si vede da tempo, di cucinare un pietanza antica. Magari una di quelle raccontate dai venti grandi chef che in questo numero speciale ricordano il loro piatto di Natale, condito da profumi e memorie d’infanzia.