Orange Fiber da start up innovativa e pluripremiata ad azienda in grande espansione. L’idea di creare fibra per tessuti dagli scarti delle arance è oggi una realtà. Se ne sono accorti anche i grandi marchi della moda. E siamo solo all’inizio

di Giuliana Imburgia

Dicono che il futuro sia degli ambiziosi, di chi porta avanti le proprie idee con coraggio e determinazione, puntando dritto verso l’obiettivo finale. Nulla di più vero perché al giorno d’oggi si fa presto a dire startup, ma quante di quelle realtà per le quali si è gridato all’innovazione alla fine hanno davvero tagliato il traguardo, posizionandosi nel mercato mondiale? Una di queste è sicuramente Orange Fiber che da startup innovativa, creata nel 2014 dall’intuizione di due ragazze catanesi, Adriana Santonocito ed Enrica Arena, in soli cinque anni è riuscita a cambiare il suo biglietto da visita, presentandosi come una vera impresa innovativa nel settore dell’industria tessile.

I tessuti ecosostenibili di Orange Fiber, estratti dalle fibre delle arance siciliane, di strada ne hanno fatta parecchia. Dopo aver raggiunto i primi traguardi – come l’apertura del primo impianto pilota per l’estrazione della cellulosa da agrumi, inaugurato in Sicilia nel dicembre 2015 – sono arrivate anche le prime strette di mano con importanti aziende operanti nel mondo della moda.

Il brand siciliano vanta nel suo curriculum di essere stato scelto da Salvatore Ferragamo e dal colosso svedese H&M per la creazione e il lancio di alcune capsule ad hoc dedicate al tema green della sostenibilità ambientale. “Per Ferragamo abbiamo realizzato una collezione di ben quindici capi nel 2017, un’intera capsule green accompagnata dalle stampe del designer Mario Trimarchi – spiega Enrica Arena, amministratore delegato oltre che co-fondatrice di Orange Fiber -. Invece per la linea Conscious Exclusive Collection di H&M, lanciata sul mercato lo scorso aprile 2019, si trattava di un unico capo andato letteralmente sold-out a distanza di solo un’ora dall’apertura delle vendite online”.

I tessuti sostenibili ricavati dai sottoprodotti della spremitura delle arance hanno incontrato di recente anche la tradizione sartoriale dello storico marchio napoletano Marinella: in occasione di questa partnership, lo scorso giugno, Orange Fiber ha fatto il suo esordio al Pitti Uomo presentando in anteprima “Cinquecento”, una collezione di cravatte ecosostenibili realizzate dalla sartoria napoletana.

Ma se per un verso il mercato si mostra certamente sensibile e aperto al tema della sostenibilità e alla salute dell’ambiente, però è anche un sovrano esigente e insaziabile. “Ci siamo scontrate con una richiesta produttiva proveniente da tutto il mondo che la nostra piccola azienda non è ancora in grado di soddisfare, quantomeno su larga scala. Abbiamo ricevuto tantissime richieste di campioni tessili e diversi feedback positivi anche dal mercato americano e d’oltreoceano – continua Enrica – ma per una realtà come la nostra è difficile oggi stare dietro alle esigenze di una filiera già avviata perché non ci possiamo ancora permettere una produzione di livello industriale”.

Il salto è senz’altro difficile. “In questo momento – aggiunge – la produzione è rallentata e i nostri costi di produzione sono molto elevati. Anche se utilizziamo materie prime a basso costo, il nostro è ancora un processo produttivo su piccola scala e per questo richiede una grossa e dispendiosa mano d’opera”.

La Sicilia fa tendenza e ogni anno oltre 700mila tonnellate di scarti di agrumi diventano tessuti di alta qualità aprendo un nuovo orizzonte per le industrie manifatturiere specializzate nella produzione di capi di abbigliamento di lusso. D’altronde, si sa, per giocare con i grandi bisogna essere grandi. E così per soddisfare le richieste di un commercio globalizzato, Orange Fiber si trova ad affrontare una nuova fase che punta all’ottimizzazione del processo di produzione industriale e all’aumento della capacità produttiva, ed è per questo che l’azienda green ha da poco avviato una nuova campagna di equity crowdfunding che servirà a finanziare il raggiungimento di questi obiettivi, nell’ottica di dar vita a un processo di cambiamento virtuoso fondato sul binomio sostenibilità/economia circolare. “La campagna ha dato i suoi frutti, si è chiusa a luglio e abbiamo raccolto circa 650mila euro, superando di gran lunga l’obiettivo di raccolta che ci eravamo prefissate” – afferma Enrica -. È un traguardo importante, perché grazie ai finanziamenti raccolti riusciremo a rendere Orange Fiber più produttiva e competitiva sul mercato dei tessili sostenibili e capace di soddisfare un maggior numero di richieste che arrivano ogni giorno dai marchi della moda”. Le parole d’ordine sono chiare: sostenibilità e innovazione. “Il nostro obiettivo – conclude Enrica – è quello di posizionarci al primo posto sul mercato italiano nel segmento dei tessuti sostenibili”.

 

unnamed (20)unnamed (21)unnamed (22)unnamed (23)unnamed (24)unnamed (25)