di Mario Pintagro

2019

è il 5 settembre: nasce il Conte-Bis, il governo a forte trazione meridionale che annovera ben tre ministri siciliani: sono l’economista Giuseppe Provenzano, il mazarese Alfonso Bonafede, riconfermato alla Giustizia, e la catanese Nunzia Catalfo, al Lavoro.

2001

Silvio Berlusconi vince le elezioni e ritorna al governo. Dell’esecutivo fanno parte i ministri siciliani Enrico La Loggia agli Affari regionali e Stefania Prestigiacomo alle Pari opportunità. Con il rimpasto operato nel 2005 e che diventa il governo Berlusconi III, si aggiungono il palermitano Gianfranco Miccichè, ministro dello Sviluppo territoriale, e il messinese Antonio Martino che va alla Difesa.

1998

Il primo premier ex comunista, Massimo D’Alema, vuole nella sua squadra di governo il palermitano Sergio Mattarella che diventa il vice di D’Alema e ha la delega sui servizi di sicurezza. Tra gli altri ministri siciliani anche Salvatore Cardinale, dell’Udr, che va a guidare il ministero delle Poste. Nel D’Alema bis alla lista si aggiunge l’ex sindaco di Catania, Enzo Bianco, che va a guidare gli Interni.

1996

Romano Prodi vara l’Ulivo, concentrazione di forze che gli permette di vincere le elezioni. Nell’esecutivo da lui guidato c’è anche una donna, il magistrato catanese Anna Finocchiaro. Il governo rimane in carica sino all’autunno del 1998.

1995

Esecutivo di tecnici guidato da Lamberto Dini. Nella squadra c’è il siciliano Filippo Mancuso che si insedia al Ministero di Grazia e giustizia. Ma paga cara una sua indagine sull’operato dei giudici del pool “Mani Pulite”. Mancuso viene sfiduciato da una maggioranza di popolari, progressisti, Lega e Rifondazione comunista.

1994

Il primo governo Berlusconi è anche il primo della cosiddetta Seconda Repubblica. Il capo di Forza Italia vuole nella sua squadra di governo due siciliani. Si tratta di due messinesi: Antonio Martino, nominato agli Esteri e Domenico Fisichella, che assume l’onere di guidare il Ministero dei beni culturali e ambientali.