Giulia Pollicita finito il liceo lascia Palermo per studiare arte a Roma, “una città che mi consente di volare ad alta quota”.

di Giuliana Imburgia

Non importa dove, la città giusta per te è quella che ti fa sentire a casa. Alla ventiduenne palermitana Giulia Pollicita, appassionata d’arte, Palermo è sempre stata un po’ stretta tanto che, già dall’età di sedici anni, sognava di trasferirsi a Roma per amalgamarsi con un mondo che assecondasse perfettamente la sua vena alternativa. Senza grandi esitazioni, infatti, finito il liceo, Giulia ha fatto i bagagli e ha lasciato la Sicilia per trasferirsi in pianta stabile nella capitale dove vive ormai da quasi sei anni e sta completando gli studi magistrali in Storia dell’Arte all’Università La Sapienza di Roma.

A Palermo si sentiva un pesce fuor d’acqua perché la sua passione per l’arte “era vista dai miei coetanei – racconta Giulia – come una realtà aliena e poco realistica, troppo distante dai loro interessi”. “Dalla mia terra d’origine non mi sono mai sentita veramente stimolata o incoraggiata a perseguire i miei interessi, anzi a Palermo sentivo di esser io quella sbagliata”.

Appena arrivata in suolo romano, la musica cambia e con lei rifiorisce anche la vitalità di Giulia. “Qui a Roma ho trovato tutto un altro ambiente che si sposa perfettamente con la mia vena creativa e mi sono subito sentita come a casa. Quella sensazione d’inadeguatezza che mi ha accompagnato lungo la mia adolescenza palermitana, a Roma mi ha finalmente abbandonato e io mi sento nel posto giusto”.

Di recente la giovane siciliana ha anche trovato lavoro come direttrice di una galleria d’arte contemporanea in centro a Roma. “Se fossi rimasta a Palermo molto probabilmente non sarei sbocciata professionalmente per come ho sempre desiderato, ma è grazie a questa mancata osmosi culturale tra me e la mia terra che ho trovato la giusta spinta per salutare la mia famiglia e trasferirmi qui a soli 17 anni. La vita è fatta di scelte: per me era arrivato il momento di andar via, come sarà capitato anche a tanti altri giovani, l’unica differenza è che io me ne sono resa conto in fretta”.

Giulia ha smesso di vivere la città da turista e a Roma si sente a casa, porta pure con eleganza un bizzarro accento romano. “Mi auguro sempre di riappacificarmi professionalmente con la mia terra, e nel frattempo posso dire che se Palermo mi ha permesso di spiegare le ali e capire la mia strada, Roma mi sta sicuramente regalando l’opportunità di volare ad alta quota”.