A  Malfa, nell’isola di Salina, dopo un lungo restauro torna a “cantare” l’organo centenario della chiesa di San Lorenzo martire. Un avvenimento celebrato con un festival di musica sacra e un’idea: fare dell’isola un centro di studi per gli organisti di tutto il mondo.

di Laura Grimaldi

Il suono dell’organo centenario della chiesa di San Lorenzo Martire si spande più giù tra i vicoli di Malfa, si mescola ai profumi inebrianti di Salina e accompagna il ritmo lento della vita sull’isola. Prove generali prima del concerto inaugurale. Dopo anni di oblio e un lungo restauro, questo gioiello con ottocento canne, due tastiere e una pedaliera torna oggi a deliziare e incantare con il suo timbro morbido. Un ricordo di gioventù per gli adulti di Malfa. Modello di organo pneumatico costruito nel 1924 dalla rinomata fabbrica d’organi di Palermo “Giudici Giovanni & Laudani Alfio” che tanti ne creò all’epoca in tutta la Sicilia – isole minori comprese – e persino a Malta. Una florida attività eguagliata soltanto dai fratelli Michele e Agostino Polizzi di Modica.

In tempi più recenti, il crollo del tetto della chiesa danneggiò pesantemente lo strumento. La lunga esposizione alle intemperie fece il resto. A restituirlo al mondo è stato l’organaro di Venezia Pasquale Ferrari con la preziosa collaborazione della ditta Bovelacci & Figli di Ragusa che dieci anni fa aveva ridato vita all’organo della chiesa dell’Immacolata. Un intervento delicato e complesso che fra imprevisti e interruzioni è durato dieci anni e un costo di 74 mila euro. L’organo è stato smontato e rimontato in ogni sua parte, sostituite le pelli rovinate, risanate le parti in legno lì dove possibile, ripulite le canne e restituita la  forma originaria a quelle danneggiate dal crollo del tetto.

Canne che dalla navata non si possono ammirare perché il corpo d’organo è appositamente chiuso in cassa espressiva, così si chiama tecnicamente, utile a modulare l’intensità del suono emesso. Si può invece vedere la consolle che racchiude le tastiere, sistemata in alto sulla cantoria di destra nell’abside.  “Il suono è tipico del periodo ceciliano, quel movimento per la riforma della musica sacra cattolica, di reazione alle sonorità dell’Ottocento e che prediligeva timbri intimi, pastosi”, spiega Diego Cannizzaro, organista e direttore artistico del festival “Unda Maris”, patrocinato dal Comune di Malfa e ospitato per il secondo anno a Salina. Una rassegna di concerti per organo per valorizzare e avvicinare il pubblico alla musica sacra.

“Ogni concerto d’organo è prima di tutto un omaggio alla chiesa che lo custodisce”, dice il maestro Cannizzaro che si esibirà a San Lorenzo stasera alle 18, in un duetto con il trombettista e compositore Roy Paci. Serata conclusiva di Unda Maris – onda del mare – nome che rende omaggio a Salina e insieme a uno dei registri dell’organo fra i più suggestivi e nobili, che si chiama proprio così. “L’Unda Maris è simile al registro di tradizione italiana chiamato Voce umana, ma a differenza di quest’ultimo il suono è prodotto da battimenti più lenti e ha un timbro più flautato. È apparso per la prima volta nel diciottesimo secolo negli organi del sud della Germania a opera di organari che avevano lavorato anche in Italia”, spiega. Lui che di organi ne ha suonati e ne suona da una parte all’altra del mondo.

Pianista, clavicembalista e musicologo, docente di pianoforte storico e organo nell’Istituto superiore di Studi musicali “Vincenzo Bellini” di Caltanissetta, dal 1996 la Regione siciliana lo ha nominato ispettore onorario per gli organi storici. È per la sua esperienza che è stato chiamato da ricercatori dell’Università di Kaunas in Lituania nell’ambito di un progetto triennale che terminerà nel 2020 dedicato alla genesi, all’adattamento e allo studio degli unici timbri dell’organo barocco, Vox Humana e appunto Unda Maris, sopravvissuti negli strumenti attribuiti alla scuola di costruzione di organi tardo barocchi di Vilnius. “Lo studio ha già dimostrato che la tradizione della costruzione di organi prussiani era direttamente collegata al retaggio della tradizione barocca italiana dell’organo – spiega il maestro – . Questa influenza avvenne attraverso l’opera d’arte della famiglia dei maestri d’organo Casparini di origine tedesco-italiana”.

L’organo a canne della chiesa di San Lorenzo è uno dei tre di Malfa (gli altri sono a Sant’Anna al Capo e all’ Immacolata) e dei nove organi storici che si trovano a Salina, l’isola che ne vanta il maggior numero tra le Eolie. Un fatto eccezionale lo definisce il maestro Cannizzaro, “se si pensa che nelle piccole isole è difficile che si trovino organi nelle chiese”.

Anche l’organo della chiesa di Sant’Anna al Capo porta la firma della fabbrica Giudici & Laudani. Lo testimonia il bellissimo cartiglio sopra la tastiera con la data di costruzione, il 1905. E ancora, i due organari palermitani costruirono l’unico organo di Pollara, nella chiesa di Sant’Onofrio, suggestivo luogo di Salina come lo è Val di Chiesa dove sorge il Santuario della Madonna del Terzito, nel comune di Leni, con il suo organo storico.

Ma Giudici & Laudani costruirono anche uno dei due organi della cattedrale di Lipari e quello della chiesa madre di Alicudi. Mentre il più antico organo di Salina, nella chiesa di San Gaetano a Rinella, è attribuito all’organaro napoletano Raffaele De Feo. È del 1868. Altri organi sono nella chiesa madre di Santa Marina e in quella di San Bartolomeo a Lingua.  Un numero straordinario di organi storici – qualcuno restaurato, qualcuno lo sarà presto, altri in fiduciosa attesa – se si considera che Pistoia, conosciuta come la città degli organi, di strumenti storici e ben conservati ne conta soltanto cinque.

Un patrimonio organistico di pregio ma poco conosciuto quello di Salina che potrebbe rappresentare una risorsa per il territorio. Patrimonio nel patrimonio, se si considera che nel 2002 le “sette sorelle” eoliane sono entrate a far parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco.

E c’è un’idea nuova. Si pensa a Salina come polo musicale formativo per giovani talenti di tutto il mondo. “All’attività concertistica si potrebbe affiancare l’attività didattica sotto forma di masterclass per organo rivolte all’istruzione di giovani promesse internazionali – dice il maestro Cannizzaro. Il più importante polo musicale del Mediterraneo con docenti e organari di tutta Europa e non solo”.

unnamed (16)unnamed (17)unnamed (15)unnamed (14)unnamed (13)unnamed (18)unnamed (19)unnamed (20)unnamed (21)